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Madame- Marea

Mesi fa su l’Urlo avevamo già affrontato il capitolo Madame in un momento della sua carriera di cui ancora in pochi ne sapevano qualcosa. Inutile a dirsi che adesso la conosciamo tutti. Dopo l’ottima partecipazione al festival della canzone italiana e dopo i numerosissimi feat con mezzo jet-set della musica italiana, arriva Marea ed è subito hit. Madame dedica questo pezzo al ricordo di una notte amorosa.

«MAREA È LA NARRAZIONE DI UN SOGNO EROTICO. ALLA FINE DELLA CANZONE DOMANDO ALLA PROTAGONISTA, CHE È IL SOGGETTO DI QUESTO SOGNO, DI NON TRASFORMARLO MAI IN REALTÀ, DI LASCIARLO LÌ DOV’È. DI LASCIARLO UN SOGNO. LA BELLEZZA DEI SOGNI È CHE RIMANGONO TALI. E “MAREA” È ESATTAMENTE QUESTO».

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Scritta un mese dopo Sanremo da Madame stessa, il brano si arricchisce della produzione ad opera di Dardust, il deus ex machina di tante hit italiane (come Soldi di Mahmood). “La descrizione di un attimo” cantavano i Tiromancino mentre per Madame, senza girarci troppo intorno, Marea è la descrizione di un orgasmo. Il sud del corpo, che può essere come un’oasi in mezzo al deserto, è quello del partner. La ninfa della canzone scioglie le acque e si libera dal karma, ovvero da quei blocchi e le paure del passato – ed esplode in mare e marea abbandonandosi al piacere. Forse una donna, dal momento che anche il termine labbra è inteso sia nel senso di parte del viso, sia dei genitali femminili. Insomma, tanta allusione ma un solo grande fine. Amare. Madame ci travolge tra le spire del moto ondoso in un tormentone estivo dal carattere liberatorio. E Madame è ancora un grande successo. Brava.

Riccardo Davoli

 

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