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Madame 

Madame mi è arrivata in radio di notte, dopo parecchi brindisi e rumori di auto

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In pochi pezzi è riuscita a catturare l’attenzione di tutti. I singoli, “Anna”, “Sciccherie”, “17” e poco più tardi “Baby” sono stati necessari per farsi notare, ed i big, adesso, fanno la fila per invitarla al ballo di fine anno. È di quest’estate la hit “Defuera” di Ghali e Marracash con Madame. Francesca di Vicenza, classe 2002, in arte Madame, nel giro di un anno, quasi due, ha dato il gas, piazzandosi tra le promesse della scena rap-urban del paese, vendendo molto, convincendo di più. “Sciccherie”, disco d’oro con 9 milioni di views, è un brano contorto, cantato apparentemente in dialettale. In realtà è italiano e l’effetto “neo-slang” è dovuto all’armonizzazione degli accenti naturali delle parole spostati al servizio del flow. La metafora di “Sciccherie” rappresenta i beni superflui con cui tutti i giorni ci mascheriamo, in un continuo sfoggio di vanità e apparenza sulla vetrina social, inabissando il nostro essere più vero sul fondo di un cratere. “Le vetrine social sono le vetrine di Amsterdam, fai quel cazzo che ti pare, lady; tanto questa Italia, lady, vede le ragazze come bambole gonfiabili, fai il cazzo che ti pare, lady; tanto in questa Italia, lady, il sesso non è arte, è solo pane per fanatici”. Canta Madame nel brano “17” aggiungendo, “Sarebbe bello però, Che un ragazzo mi vedesse nuda, Per la prima volta senza precedenti strani, Che magari con, Photoshop, Con qualche punto luce in più, E le cosce più belle di quelle reali”. Una “sciccheria”, una svendita che priva le donne del proprio corpo. Un abuso. Siamo davanti ad un movimento generazionale femminile giovane e del tutto nuovo. Crescere sembra complicato, in un mondo che accelera, che corre veloce e sempre in costante mutamento. Non solo nella tecnica, bensì nel costume, nell’ansia da prestazione, cosa sarai e come lo farai, dell’estetica massimizzata da un algoritmo che mercifica il corpo e basta. Madame è la rivincita dell’essenza e non della forma e finalmente è iniziata una nuova storia di emancipazione a suon di rap.

Riccardo Davoli