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NEW ORDER – MOVEMENT

Ogni tragedia toglie la voce. Era rientrato a casa tardi, parecchio su di giri, o forse no, ed il cielo all’alba era plumbeo e carico di pioggia. Era il 18 marzo del 1980 quando Ian Curtis, leader indiscusso dei Joi Division, si toglieva la vita nella sua casa di Barton Street a Macclesfield.

La fine è solo l’inizio, sosteneva qualcuno, e questa è la storia del primo disco dei New Order. Peter Hook, Bernand Sumner e Stephen Morris si trovano dopo lo shock a fare i conti con la gioventù svanita di botto, un mondo sconosciuto dove è necessario rialzarsi in fretta. Lo spirito musicale sopravvive incarnandosi nei New Order, a cui si aggiungerà la tastierista Gillian Gilbert, fidanzata e futura moglie di Morris. “Cerimony” è il primo brano di questo nuovo ciclo, scritto da Ian e registrato pochi mesi prima della sua morte. Passeranno decenni prima di sentire la versione originale. Infatti il pezzo sarà registrato nuovamente con la new entry alle tastiere e cantato da Sumner. Il singolo precede l’uscita di Movement, disco del 1981. Il riverbero delle voci, il mixaggio volutamente impreciso, l’utilizzo capovolto di bassi e chitarre ritmiche, e soprattutto una costruzione poco scandita dei brani, meno geometrica e più distesa, sembrano prefigurare una rottura non riuscita con il passato. Siamo in molti a pensare che qualcosa non torna: il suono oscuro è familiare; la voce di Sumner si distorce e assume un tono che ricorda decisamente quello di qualcun altro. Non ci sono dubbi, la presenza di Ian Curtis è ancora lì che si aggira per lo studio ed è strano da dirsi, ma di fatto questo è il terzo album di un gruppo che, in teoria, non esiste più. Un sogno oltre la morte.

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Riccardo Davoli

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