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Piqued Jacks: la storia di un successo italiano dal respiro internazionale

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Piqued Jacks sono energia pura, realtà fiorentina da non sottovalutare e dal forte istinto internazionale, hanno convinto l’intero palcoscenico occidentale, fino a trovare conferme anche negli USA. Alt/rock, indie, movimento Hipster, di cosa parliamo? Resta il fatto che i Piqued Jacks, mi ricordano il periodo universitario, colorato da pezzi immortali indie dei Black Keys, degli Strokes, agli Arctic Monkeys, fino al suono australiano dei Tame Impala.

Nonostante le poche, ma eccellenti esperienze rock italiane, dagli Afterhours, agli Zen Circus, passando per i Verenda, i Piqued Jacks decidono di portare il verbo fiesole utilizzando l’inglese, condividendo un sound poco italiano e molto internazionale.

In rotazione su Virgin Radio Italy, gruppo spalla per Interpol e vincitori di Sanremo Rock 2019, la band va oltre senza mai adagiarsi su di un materasso venduto da Mastrota, perché i Piqued Jacks non vendono sogni ma solide emozioni.

Il nuovo album atteso per marzo 2021, intitolato “Synchronizer” è prodotto da Julian Emery (Nothing But Thieves), Brett Shaw (Florence + The Machine) e Dan Weller (Enter Shikari). L’antipasto del disco, è servito dall’uscita dai brani Every Day Special e Golden Mine, lo scorso novembre, lasciando poche perplessità e galoppando forte, per colmare un vuoto che mancava nel nostro paese. Riflettendo su Golden Mine i Piqued Jacks hanno dichiarato: “Tanti di noi hanno paura della morte, ma forse dovremmo averne soltanto nella misura in cui non fossimo stati in grado di lasciare un segno del nostro passaggio, di portare vicino a noi qualcuno che possa stringerci la mano nei nostri ultimi attimi”. Egotici, istrionici, narcisi o forse semplicemente fiorentini, i Piqued Jacks lasceranno il segno, anche se qualche pezzo in italiano mi piacerebbe sentirlo… e voi cosa ne pensate?

Riccardo Davoli