Home Cultura Musica e Rumori di Fondo

“Salto”, ovvero lo strano caso di Lorenzo BITW e Drumcello

SHARE

Lorenzo ha iniziato la sua carriera in Inghilterra, spaziando tra dubstep, Grime, house, afrobeat e dancehall, diventando piuttosto celebre. Il suo album d’esordio è Lovejunction, distribuito in Italia da “La Tempesta dischi” e in America per l’etichetta di Los Angeles “Friends of Friends”.

Marcello Spagnolo è in arte “Drumcello”, batterista Jazz di Roma, formatosi al Conservatorio Reale de l’Aja. In Thailandia ascolta Deantoni Parks, un batterista sperimentale statunitense fonte d’ispirazione per lui, cominciando così un lungo lavoro con la batteria elettronica, fino al sodalizio con Lorenzo. “Salto” è la necessità di spingersi oltre, una forza in continuo movimento, l’incontro di elementi contemporanei con quelli classici. “Ci siamo ispirati a Four Tet, in particolare alla collaborazione avuta con il batterista Jazz Steve Reid”, hanno dichiarato i due.

È raro vedere il dj che abbandona il suo ruolo di unico sul palco a favore della relazione con una batteria reale e se di solito non tutti gli appuntamenti al buio vanno a buon fine, per Lorenzo BITW e Drumcello è andata diversamente.

L’esperienza al Womex lo scorso anno, a Tampere, Finlandia, ha consolidato il duo ed è stata decisiva per far girare i loro brani oltre oceano. Aspettando i live, per il loro ultimo singolo “Salto” è stato girata una clip che, possibilmente, rappresenta il loro manifesto: uno sfondo rosa ci porta dentro ad un club a tarda notte, vecchi televisori lasciati sullo sfondo, a ricordarci le influenze di John Cage e Nam June Paik, le siluette, batteria elettronica e consolle, rappresentano la contrapposizione tra uomo e macchina, in continua relazione. Il suono incalza senza eccedere, percorrendo un loop costante, portando l’ascoltatore a farsi largo tra le felci secolari di una giungla urbana, intricata ma confortevole. Il batterista aliena la sua natura umana per trasformarsi in una drum machine vivente e Lorenzo nel cercare costantemente l’umanità, si emancipa dalla sola consolle relazionandosi con la batteria in quello che rappresenta un vero e proprio atto d’avanguardia.

Riccardo Davoli