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Teatri, ci siamo… quasi

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Teatri, ci siamo… quasi. C’è la data, ci sono le regole, ma ancora non c’è coesione d’intenti. In un clima già molto incerto sono troppi i punti bui su cui fare luce per arrivare a una riapertura generalizzata e gioiosa.

Se durante la fase 1 la preoccupazione era stata quella di riaprire prima possibile, ora che la fase 2 è pienamente nel vivo della sua evoluzione verso la terza e ultima della pandemia, le preoccupazioni dei lavoratori dello spettacolo sono aumentate. Aprire? Sì, ma a che prezzo? Questo si chiedono oggi i direttori e i lavoratori dei teatri di tutta Italia. Il celeberrimo metro di distanza, divenuto tale dopo un’aspra battaglia sindacale che lo ha imposto al legislatore invece dei due e mezzo o quattro inizialmente proposti, rischia di creare una distanza ancora maggiore tra i lavoratori della cultura, che vedranno i propri incassi dimezzati a fronte di rischi gargantueschi, e il Paese, che è allo stesso momento voglioso di tornare a coltivare le proprie passioni e spaventato dall’incedere di un virus che potrebbe riprendere insospettabilmente vigore da un momento all’altro. Così, in un clima già naturalmente poco tranquillo per via della pandemia, la dura battaglia di nervi tra lo spettacolo e il Governo va avanti senza esclusione di colpi. Nell’incertezza ancora troppo grande per avere conferme ci sono molti teatri che hanno dichiarato di non poter riaprire, come il Teatro Prati o l’Altrove Teatro Studio, perché i costi sarebbero maggiori dei profitti e sicuramente inferiori ai rischi di generare, nonostante il metro di distanza, altri contagi. Il Teatro dell’Opera di Roma ha annullato tutta la stagione estiva, mantenendo solo un calendario per le proiezioni online, e quindi non ci saranno i consueti concerti nella splendida cornice di Caracalla; così come il Teatro Vascello, che tramite una comunicazione online fa sapere di aver messo a disposizione del proprio pubblico sul proprio sito tutto il catalogo dei propri spettacoli. Intanto alcuni teatri, tra cui l’Ambra Jovinelli, Teatro della Cometa, Teatro Eliseo, Teatro Off Off, Teatro Quirino e Teatro Vascello hanno aderito all’iniziativa della Fondazione Claudio Nobis dal nome “Adotta una poltrona” a sostegno dei teatri che, per garantire il distanziamento sociale, devono rinunciare a tanti spettatori.

Marco Etnasi