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Una speranza per il futuro

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I teatri hanno riaperto al pubblico, o perlomeno ci stanno provando, almeno alcuni. C’è chi ha allestito, quei pochi che se lo possono permettere, uno spazio fuori, chi fa concerti e chi usa il palcoscenico come “location” per eventi di vario tipo (rispettando gli spigolosi criteri di distanziamento sociale). Gli spettacoli a Roma in questa afosa e preoccupata estate si contano sulle dita di una mano, ma se c’è una cosa che non manca a chi lavora nel mondo dello spettacolo, e in particolare del teatro, è la speranza, soprattutto in un Paese che, purtroppo, crede sempre meno nel fondamentale ruolo sociale e culturale dello spettacolo e della formazione artistica. L’Altrove Teatro Studio, nato da una splendida idea di Ottavia Bianchi e Giorgio Latini nel quartiere Prati, è uno degli esempi lampanti di speranza, perseveranza e passione indissolubile verso il proprio mestiere e ruolo sociale: “Ci stiamo provando, abbiamo ripreso a piccoli passi con una serie di attività accessorie, sono ripartiti i corsi per la formazione degli attori e per la preparazione all’esame di ammissione all’Accademia Silvio d’Amico, sono ricominciate le prove e lo spazio viene utilizzato come location per riprese, insomma tutto tranne gli spettacoli”, dice Ottavia Bianchi. “Stiamo già pensando alla prossima stagione, vogliamo ripartire anche per questioni di territorio, in un “quartiere dormitorio” in cui non c’è molta offerta e quindi non ci sentiamo di privare il municipio di questo spazio, così come non ci sentiamo di privare i ragazzi di un luogo di aggregazione come un teatro e un corso di teatro”, afferma Giorgio Latini. Dunque, seppur con più dubbi che certezze, all’Altrove Teatro si pensa già alla prossima stagione e al cartellone che “vedrà perlopiù reading e monologhi per la prima parte e spettacoli corali nella seconda parte”, con il ritorno del fortunato Le sorellastre, commedia scritta proprio da Bianchi, che poi aggiunge: “stiamo pensando di aprire la stagione con uno spettacolo itinerante, con cinque zone diverse in cui gli attori e il pubblico possono alternarsi e rispettare tutte le distanze necessarie”. “Finora abbiamo resistito, speriamo che la situazione migliori, ma noi ci siamo”, sostiene Giorgio Latini confermando che la speranza in questo triste momento meriterebbe un palcoscenico tutto per sé.

Marco Etnasi