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Acquario dell’EUR: l’apertura slitta di un altro anno

Si guarda al Natale 2023, ma si dovranno completare i lavori e rivedere la concessione

Tratto da Urlo n.207 dicembre 2022

EUR – L’Acquario non aprirà i battenti nemmeno per questo Natale. Una notizia che, in fin dei conti, ci aspettavamo. In questi mesi infatti, salvo qualche annuncio, non ci sono stati tutti quei passaggi propedeutici all’apertura, quantomeno quelli relativi alla selezione e all’assunzione del personale. La certezza è però arrivata con la seduta della Commissione Cultura capitolina del 16 novembre, che ha interpellato i vertici di EUR Spa in merito all’Acquario e alle iniziative culturali in programma sul quadrante.

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MA QUANDO APRIRÀ L’ACQUARIO?

Slitta quindi, ancora una volta, l’apertura della struttura al laghetto dell’EUR. Ma a quando? Probabilmente di un altro anno, così come riferito in commissione dall’AD di Eur Spa, Angela Cossellu: “Vorremmo che l’acquario aprisse a fine 2023. I tempi non sono così larghi, stiamo facendo di tutto”. Una tempistica che non viene però data per certa, ma che resta legata alla necessità di completare i lavori all’interno, alla revisione della concessione di 30 anni e, cosa non marginale, a dare tempo (6 mesi) ai pesci di acclimatarsi nelle vasche prima di aprire al pubblico.

LA SITUAZIONE DELLA STRUTTURA

Al momento l’acquario viene considerato da EUR Spa il progetto numero uno su cui concentrarsi. La stessa AD Cossellu infatti ha riportato la notizia della disponibilità da parte della Mare Nostrum (la società della famiglia Ricciardi che ha realizzato la struttura) a firmare un accordo per cedere la totalità delle sue quote ad un fondo inglese, che potrebbe mettere a disposizione gli investimenti necessari per completare i lavori dell’acquario e aprirlo al pubblico. La Mare Nostrum infatti non avrebbe più disponibilità finanziaria per portare a termine l’operazione. Un procedimento tra privati, sottolineano da EUR Spa, che stanno gestendo le parti in totale autonomia.

LA CONCESSIONE

Elemento su cui invece può incidere EUR Spa è la concessione per la gestione della struttura, che ricadrà su chi terminerà i lavori e la aprirà al pubblico. La precedente concessione, ricorda sempre l’AD Cossellu, aveva una validità di 30 anni, 18 dei quali già passati. “Il piano economico di chi sarà il concessionario – afferma Cossellu in commissione – non potrà basarsi sui soli 12 anni residui. Dopo aver fatto tutte le verifiche abbiamo deciso di procedere con una gara pubblica europea per allungare la concessione a 30 anni – seguita – Ci sono i tempi per la gara di 35 giorni. Poi il tempo per analizzare tutte le risposte e aggiudicare. Immaginiamo perlomeno due mesi. Si dovrà poi procedere ai lavori e infine all’apertura dell’acquario”.

NON SI PUÒ ANNULLARE LA CONVENZIONE

Tra i partecipanti alla commissione Cultura è la consigliera Pd, Antonella Melito, a domandare quali siano le possibilità per superare la concessione, puntando magari sull’ipotesi di una locazione della struttura. La risposta a questo interrogativo, sollevato già in passato, arriva dal responsabile legale di EUR Spa, Andrea Nicoletti, che ha sottolineato come la concessione si basi sul presupposto che il concessionario costruisce la struttura investendo propri capitali che recupera con la gestione. Uscire da questo schema, chiarisce Nicoletti, non è tecnicamente possibile, a meno che non ci si faccia carico del pagamento di tutte le opere fin qui realizzate, che nel piano concordatario della Mare Nostrum ammonterebbero a circa 80 milioni di euro. Meglio aspettare quindi, magari allungando la concessione e sperando nella conclusione dei lavori da parte dei privati.

Leonardo Mancini

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