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Cecchignola: si torna a parlare dell’apertura della Città Militare

Tratto da Urlo n.198 febbraio 2022

CECCHIGNOLA – Sono anni che ciclicamente si torna a dibattere sulla necessità di trovare una seconda via d’uscita per il quartiere di Castello della Cecchignola e, contestualmente, superare la chiusura al transito civile della Città Militare. Un collegamento che permetterebbe di raggiungere l’area del Laurentino in pochi minuti, diminuendo il traffico sulle arterie limitrofe, preservando il Fosso della Cecchignola dalla previsione (una questione lunga e annosa) del prolungamento di via Kobler in direzione di Fonte Meravigliosa e del quartiere Giuliano Dalmata. Il 21 gennaio scorso si è tornati a dibattere su questa necessità, dato che i residenti sono stati bloccati da una grossa fuga di gas dovuta alla rottura di una tubatura. L’incidente è avvenuto poco dopo le 13.00, con la Polizia Locale che ha dovuto chiudere al traffico un’ampia zona compresa fra via Kobler e via della Cecchignola.

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Via dei Genieri, lato via Laurentina

UNA SECONDA VIA D’USCITA

La chiusura per diverse ore dell’unica via d’accesso al quartiere ha immediatamente riacceso il dibattito sulla necessità di ottenere una seconda via d’uscita per i residenti. Sull’argomento, richiamando la storica vertenza dell’apertura della Città Militare, sono intervenute la Presidente del Municipio IX, Titti di Salvo, e l’Assessora ai Lavori Pubblici, Mobilità e Urbanistica, Paola Angelucci: “Il Municipio IX ritiene strategico per il quadrante e per garantire la libertà di movimento dei residenti, chiedere, in un apposito tavolo di lavoro con il Ministero della Difesa, una apertura di transito pubblico all’interno della Città Militare, con tutta la sicurezza e le garanzie necessarie, un ulteriore passo per rendere i nostri quartieri interconnessi con la città”.

IL PESO DELLE NUOVE EDIFICAZIONI

A pesare sulla necessità di un nuovo sbocco per il quartiere c’è anche la presenza e la previsione di nuove edificazioni e di 720 appartamenti extra Prg (Piano Regolatore Generale) all’interno della Città Militare. Nei prossimi anni, quindi, gli abitanti della zona andrebbero quasi a raddoppiare, senza le necessarie infrastrutture. “La viabilità è al collasso – racconta Fernando Reynoso, membro dell’Associazione Cecchignola Vivibile e fondatore del Comitato No Tag – Già dal 2010, con la presidenza di Calzetta, c’erano dei fondi per la messa a norma di via dei Genieri e per un passaggio su via dell’Esercito. Oggi ci accontenteremmo anche solo di una breccia da via Vera Vassalle e un passaggio per via dei Bersaglieri. Una soluzione comunque provvisoria – seguita – rispetto a quello che sarà il definitivo assetto e le pesanti previsioni urbanistiche”. Sulla questione è intervenuto anche Franco Marcoccio, presidente del nuovo Comitato Colle Ardeatino: “Abbiamo visto il miglioramento con la nuova rotatoria su via della Cecchignola, ma con l’arrivo di oltre 6.500 abitanti questa soluzione non sarà sufficiente. Siamo consapevoli dell’annosa battaglia sul prolungamento di via Kobler – aggiunge – Noi siamo convinti che questo quartiere meriti una via d’uscita alternativa. Non vogliamo prendere il posto dell’Amministrazione, siamo aperti a molteplici soluzioni ed abbiamo accolto con piacere la proposta di aprire un tavolo con il Ministero della Difesa per individuare il percorso migliore”.

LE ATTESE DEL MUNICIPIO IX

Lo sguardo in direzione della Città Militare ha sicuramente il pregio di mettere da parte il progetto del prolungamento di via Kobler attraverso il Fosso della Cecchignola, oramai indicato dalla Regione Lazio come Monumento Naturale (13 giugno 2019) e per il quale “è fondamentale la difesa – afferma il consigliere di Sinistra Civica Ecologista, Danilo Borrelli – Un luogo prezioso in un territorio già oggetto di pesanti edificazioni, da preservare e rendere percorribile con percorsi ciclabili e pedonali ai lati del fosso per raggiungere la metropolitana”. Per Carla Canale, consigliera della Civica Virginia Raggi, quello della mobilità dell’area è tra i problemi principali da affrontare, a partire proprio dal Fosso: “Il monumento naturale ottenuto dalla battaglia delle associazioni non basta, serve un vicolo del Mibac per chiudere la partita richiesto dalle associazioni ambientaliste della zona. In questo modo – spiega – il Comune potrà modificare le Convenzioni senza dover indennizzare i costruttori. Allo stesso tempo bisogna ascoltare le proposte dei militari, dal momento che anche loro, con la costruzione di 720 appartamenti, hanno bisogno di una soluzione in termini di mobilità e si dovrà trovare un compromesso”. Sono risposte chiare su come si intende disegnare la mobilità del quadrante, quelle che chiede il capogruppo di Fdi in Municipio IX, Massimiliano De Juliis: “Quando governavamo facemmo una proposta su via Kobler – afferma – Ora si continua a costruire e vogliamo sapere come si intende agire sulla mobilità. Dodici anni fa – sotto la presidenza di Calzetta, ndr – avevamo a disposizione 750 mila euro per sistemare via dei Genieri, ma la Cecchignola non l’ha permesso per ragioni di sicurezza. Ci sono stati tanti altri tentativi di interlocuzione, ma bisogna fare i conti con la realtà, con le posizioni della Difesa e con le edificazioni che continuano ad aumentare”.

IL TAVOLO CON I MILITARI

Intanto nei prossimi mesi dovrebbe trovare posto l’interlocuzione con il Ministero della Difesa e con il Comando della Cecchignola, così come prospettato dalla minisindaca Di Salvo. La speranza è che questo nuovo tentativo possa dare i suoi frutti, riaprendo una trattativa reale sull’apertura della Città Militare.

Leonardo Mancini

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