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Come sarà l’Eur dopo il Covid?

Le caratteristiche e le criticità del quadrante messe a nudo dal lockdown e dallo smart working

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Tratto da Urlo n.182 Settembre 2020

EUR – Le riaperture dopo il lockdown sono state via via tutte attivate, ma nell’ultimo periodo il quartiere dell’Eur non sembra aver avuto una ripresa significativa. Al pari delle zone più centrali, costituite da uffici, studi professionali e istituzioni, anche quello che dovrebbe essere il ‘business district’ della Capitale sta subendo ancora i contraccolpi dell’emergenza sanitaria.

IL LOCKDOWN E LA PULIZIA

Del quartiere e delle sue caratteristiche in questa fase abbiamo parlato con Paolo Lampariello, presidente dell’Associazione Ripartiamo dall’Eur, che intanto ha voluto sottolineare come durante il lockdown i residenti abbiano risposto bene: “Sono tutti stati ligi alle regole; magari giusto qualche passeggiata in più c’è stata, ma i controlli delle forze dell’ordine sono stati capillari, anche a cavallo nei parchi. Inoltre il quartiere era pulitissimo, come non lo si vedeva da tempo”. Meno immondizia, bottiglie o preservativi (problemi già segnalati in passato e legati alla ‘vita notturna’ del Pentagono), “poi con la riapertura è tornata la sporcizia e i soliti problemi – seguita Lampariello – per cittadini incivili e difficoltà nella raccolta, anche con problemi nel coordinare gli orari con le necessità dei negozi”.

LA LENTA RIPRESA

Intanto moltissimi negozi hanno riaperto e nella stragrande maggioranza dei casi le misure igieniche e il distanziamento vengono assicurati e rispettati con attenzione: “la speranza è che le forze dell’ordine proseguano con i loro controlli – seguita Lampariello – problemi ben conosciuti come quello del rumore nelle ore serali non possono essere dimenticati. Il nostro quartiere negli anni si è sempre più trasformato in un parco divertimenti, così i residenti vanno via, lasciando gli appartamenti a disposizioni di studi e professionisti”. Sono sempre di più infatti gli studi professionali presenti nei palazzi residenziali del quartiere, con la conseguenza che il tessuto commerciale della zona è profondamente cambiato: servizi e negozi destinati ai lavoratori, con locali specializzati nel pranzo (che chiudono nel primo pomeriggio) e che quindi in questo momento stanno soffrendo.

LO SMART WORKING

Con la trasformazione del quartiere negli ultimi anni, per seguire i bisogni dei lavoratori durante il giorno e dei locali durante la notte, il lockdown, le misure di distanziamento sociale e lo smart working, hanno drammaticamente messo in crisi il tessuto economico e sociale. “Se nelle strade del Pentagono sembrano essere tornati i parcheggi – seguitano dall’Associazione – sono tanti i commercianti che stanno risentendo della minore presenza di lavoratori durante il giorno. E magari stanno cercando – a fatica aggiungiamo noi, ndr – di riconvertirsi ad un servizio diverso”. Non si punta più alla tavola calda che lavora soltanto durante la pausa pranzo degli uffici (attualmente perlopiù vuoti), ma ad un servizio più spalmato lungo l’intera giornata.

DISTRETTO COMMERCIALE O RESIDENZIALE?

Nei prossimi mesi vedremo come si modificherà la situazione nel quartiere dell’Eur. Molti dei lavoratori continueranno, almeno per qualche tempo, con lo smart working, contribuendo a non far risalire il volume d’affari dei commercianti della zona. Anche il turismo congressuale, che stava iniziando a essere stimolato dalla Nuvola, ha necessariamente subito una battuta d’arresto in questi mesi, con un contraccolpo che si ripercuoterà sicuramente anche sul tessuto socio-economico del quadrante. “Il nostro obiettivo – ci spiega Lampariello – è da sempre quello di trovare il giusto equilibrio tra i vari aspetti del quartiere, i giusti spazi di convivenza tra il business district e il residenziale che sempre più viene lasciato in disparte e dimenticato”.  Una partita difficile, che in questo momento sta mettendo a nudo tutte le criticità e debolezze di un sistema calato dall’alto senza pensare alle caratteristiche e alle funzioni della città e dei nostri quartieri.

Leonardo Mancini