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“Lavorare per il Reich”: lavoratori civili in Germania dopo l’8 settembre ‘43

La ricerca e la collaborazione tra diversi enti in un convegno presso l’Archivio Centrale dello Stato

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Il tema dei lavoratori civili in Germania è tuttora al centro di pubblicazioni, iniziative e ricerche innovative, capaci di restituire le analogie e le differenze di una tragica e straordinaria esperienza, in grado di segnare indelebilmente la storia del Novecento.

L’Associazione nazionale per i reduci dalla prigionia, dall’internamento dalla Guerra di Liberazione e loro familiari (ANRP) e la Fondazione Memoria per il Futuro sono da molto tempo impegnate nel recupero e nella valorizzazione delle esperienze degli italiani ‘transitati’ nel sistema concentrazionario tedesco, dagli internati militari ai civili portati in Germania per via volontaria o coatta. Le varie attività di ricerca hanno impegnato energie di numerosi ricercatori italiani e stranieri, sulla scia di una pluriennale sinergia tra enti associativi e istituzioni accademiche e politiche italiane e tedesche.

Il progetto “Lavorare per il Reich” si propone di sviluppare lo studio del lavoro italiano in Germania dopo l’8 settembre 1943, quando la nuova realtà dell’armistizio modificò il trattamento dei lavoratori già presenti in Germania e ne aumentò in misura consistente la quantità, con l’arrivo di centinaia di migliaia di altre ‘braccia’ italiane. La complessità e la trasversalità della ricerca richiede necessariamente un più intenso e affiatato rapporto con gli archivi, depositari di carte fondamentali nella restituzione del carattere sia collettivo che individuale della vicenda, e con gli archivisti, spesso insostituibili nell’individuare e segnalare nuova documentazione. In tale ottica, è stata di recente siglata una Convenzione tra l’ANRP e l’Archivio Centrale dello Stato, che ha già facilitato una rapida ed efficace esplorazione del vasto patrimonio documentario.

L’incontro di giovedì 19 dicembre alle ore 15.30, intende fare il punto dello stato dell’arte del progetto e indicarne le possibili linee di sviluppo, dentro un quadro di collaborazione formale, continuativa e duratura tra gli storici, gli enti associativi e l’Archivio Centrale dello Stato.

Red