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Rifiuti: per la maggioranza in Municipio IX l’area di trasferenza sulla Pontina sarebbe un errore

L’area potrebbe accogliere 200mila tonnellate di rifiuti l’anno da destinare all’estero, ma preoccupa la vicinanza alle case, alle scuole e al parco regionale

L'accesso al deposito di cassonetti di AMA su via Pontina

MUNICIPIO IX – Nei giorni scorsi sono circolate alcune indiscrezioni secondo cui il Campidoglio avrebbe inserito tra le misure per contrastare l’emergenza rifiuti, anche un nuovo sito di trasferenza su via Pontina da 200mila tonnellate annue da inviare all’estero. L’area che le ricostruzioni giornalistiche avevano individuato è quella di proprietà Ama lungo via Pontina al momento dedicata al rimessaggio dei cassonetti stradali, sulla quale è però in corso (al momento in Conferenza di Servizi) un progetto per la realizzazione di un centro di raccolta destinato ai cittadini.

LA POSIZIONE DEL MUNICIPIO IX

Alla diffusione di questa notizia non sono mancate le critiche e le polemiche, come quelle avanzate dagli esponenti locali e capitolini di FdI. Dal Municipio IX però è il capogruppo Pd e Presidente della Commissione Ambiente, Manuel Gagliardi, a spiegare che l’area di stoccaggio cassonetti lungo via Pontina non è stata presa in considerazione, mentre l’ipotesi riguarderebbe un capannone industriale sulla Pontina (sempre di proprietà AMA) poco più avanti dopo via Valle di Perna. Sulla questione è l’intera maggioranza municipale a fare fronte comune in un comunicato diramato questa mattina: “In questi giorni sono state diffuse a mezzo stampa notizie sull’individuazione di un possibile sito di trasferenza di rifiuti in zona Tor de Cenci per 200 mila tonnellate annue. Come detto dalla Presidente del Municipio Roma IX Eur, e dalla commissione ambiente municipale, nella seduta del 13 scorso, rimane fermo il fatto che se dovesse prendere corpo un’ipotesi del genere sarebbe un errore – e ancora – Il sito sarebbe troppo vicino alle abitazioni e alle scuole, sul limite di un parco regionale e in un quadrante, come quello della Pontina, con gravi problemi trasportistici. Una istituzione ha il compito di non creare allarmismo e non rincorrere le notizie. Bisogna agire con responsabilità, per questo stiamo approfondendo ogni ipotesi in campo”. Raggiunto telefonicamente il consigliere Gagliardi spiega come le prime abitazioni sono situate a circa 250 metri dall’area, mentre il Liceo Plauto in linea d’aria sarebbe a soli 300 metri.

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I PROGETTI IN CORSO PER L’AREA DI VIA PONTINA

Dal Municipio IX sembra chiara la posizione contraria all’indicazione di un sito di trasferenza sul territorio, ma in ogni caso, se le indiscrezioni dovessero essere confermate e l’area adibita a questo servizio, il progetto per il nuovo centro di raccolta non subirebbe rallentamenti. Nella commissione Ambiente municipale tenuta nella giornata di ieri infatti si è parlato proprio degli interventi per l’area lungo via Pontina (ad oggi deposito di cassonetti) che vedono la realizzazione di un centro di raccolta, di un rimessaggio mezzi, di spogliatoi per i dipendenti e di uffici amministrativi per l’AMA del Municipio IX. Al momento questo intervento è in Conferenza di Servizi per una variante che permetterebbe l’utilizzo di fondi del PNRR per adibire a centro di riuso un vicino capannone. Allo stesso tempo si sta cercando anche di arrivare al finanziamento dei lavori per migliorare l’ingresso all’area, al momento possibile solo da uno scomodo svincolo sulla Pontina. Per quanto riguarda i tempi dell’intervento è sempre il Consigliere Gagliardi a rispondere: “Se l’opera rientrerà nei fondi del PNRR l’intervento deve essere concluso entro il 2025, in ogni caso – conclude Gagliardi – l’AMA è interessata al progetto e ha bisogno di questi spazi, quindi credo che i tempi non saranno lunghissimi”.

I PROBLEMI SULLA TRASFERENZA

L’attesa al momento è quindi rivolta alla decisione del Campidoglio sulla nuova area di trasferenza. Un impianto che potrebbe impattare non poco sul territorio sia sotto il profilo ambientale che e per la vicinanza di abitazioni e luoghi sensibili, ma anche sul fronte viabilità. I mezzi pesanti infatti si troverebbero costretti ad utilizzare in gran parte le strade dei quartieri vicini, andando ad impattare notevolmente sulla zona.

Leonardo Mancini

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