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“Sentiero Trilussa”: un tuffo nel verde del IX Municipio

Una full immersion a tinte verdi all’interno della Riserva Naturale di Decima Malafede, tra la spettacolarità dei paesaggi e la biodiversità vegetale che contraddistingue la zona

ROMA – Il “Sentiero Trilussa” è un percorso ciclo-pedonale di circa 3 km che parte da Vitinia e arriva fino alla Pontina vecchia, costeggiando il Fosso di Malafede, un corso d’acqua che proviene dai Colli Albani e sfocia nel Tevere, dando vita alla Valle del Risaro. Il percorso sfiora ben tre aree protette: la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, la Tenuta presidenziale di Castel Porziano e il Parco Regionale di Decima Malafede. Il 19 gennaio 2020, dopo anni di discussioni e litigi, la Commissione Urbanistica del IX Municipio ha finalmente riconosciuto all’unanimità il “Sentiero Trilussa”, avviandone la sua valorizzazione. Quest’ultima viene intesa sia da un punto di vista ambientale sia storico, data la presenza di manufatti bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, e di aree archeologiche.

PERCHÈ È STATO INTITOLATO A TRILUSSA

Il poeta romano Trilussa (1871-1950) frequentava assiduamente l’Osteria di Malpasso, che si trova lungo la Pontina e che opera dal lontano 1910. A testimonianza, infatti, è stata trovata una foto di Trilussa in compagnia di un gruppo di amici proprio davanti all’osteria.  Negli anni più recenti, l’Osteria del Malpasso è stata oggetto di visite da parte di attori e registi che venivano a girare nei vicini Studi De Laurentis situati sulla Pontina.

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COSA SI PUO’ AMMIRARE LUNGO IL PERCORSO

Il “Sentiero Trilussa” è un piccolo gioiello naturalistico del territorio capitolino incastonato nella Riserva Naturale di Decima Malafede. Il corridoio verde, che può essere intrapreso tanto a piedi quanto in bici, è un vero e proprio tripudio di colori e profumi, dove pullulano fiori, piante acquatiche e vegetazione di vario tipo. Uno dei punti più salienti di tutto il percorso è sicuramente l’incontro con il monumentale pioppo nero ultracentenario del Risaro. È poi possibile vedere una simpatica fattoria con polli e maialini bianchi e neri; un antico acquedotto romano ricoperto; una vecchia infermeria (dove, ai tempi della malaria, veniva somministrato il chinino) e, dulcis in fundo, il Teatro “Gigi Proietti”.

CHI SE NE PRENDE CURA

Diverse le associazioni che hanno preso a cuore questa causa, tra cui l’Associazione “Sentiero Trilussa” (no-profit), la quale nasce con l’obiettivo di valorizzare, pubblicizzare e preservare l’area dal degrado e dallo sversamento illecito di rifiuti. “Fondamentale è stata la partecipazione attiva dei cittadini, in particolare quelli di Vitinia, che hanno lavorato sodo e si impegnano quotidianamente per pulire e attrezzare questo percorso con pannelli, segnaletica e qualche panchina”, queste le parole del Presidente dell’Associazione “Sentiero Trilussa” Cristiano Ciotta. Sono numerosi gli obiettivi futuri che l’Associazione spera di raggiungere: garantire una manutenzione dell’area tutto l’anno; organizzare eventi che coinvolgano scuole; creare una pista ciclabile che unisca quella che va da Vitinia a Mezzo Cammino a quella di Laurentina e, infine, unire tre sentieri naturali, quali il “Sentiero Pasolini”, il “Sentiero Trilussa” e il “Sentiero del Pellegrino” (che ancora non esiste anche se è stato presentato il progetto). Progetto imminente, invece, è quello di stampare e volantinare il primo materiale pubblicitario del Sentiero, in collaborazione con “Roma Natura” e Roma Capitale.

Annalisa Ciutti

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