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Spinaceto: sgomberata l’ex Città del Rugby

La concessione è stata revocata nel 2017, ma negli anni la struttura è finita nel degrado

Tratto da Urlo n.220 febbraio 2024

SPINACETO – Si sono svolte il 17 gennaio le operazioni di sgombero dell’ex Città del Rugby nel quartiere di Spinaceto, in Municipio IX. La vicenda, che ha portato all’abbandono e all’occupazione dell’area, parte nel lontano 1995 quando la struttura viene parzialmente realizzata da un concessionario privato come progettualità dei Punti Verdi Qualità, con un investimento di circa 32 milioni. Ma gli impianti non sono mai stati terminati e la struttura è finita in abbandono: più volte occupata e cannibalizzata di ogni materiale di pregio, negli ultimi anni è diventata sempre più rifugio di sbandati e luogo di sversamento illegale di rifiuti, fino ad essere teatro di un omicidio di un senza fissa dimora.

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LA STORIA DELL’AREA

La concessione che regolava il destino dell’opera è stata revocata nel gennaio del 2017, così, da quel momento, l’area e tutti i manufatti sono rientrati nel patrimonio del Comune. Un passaggio fondamentale che però non ha dato i frutti sperati, dato che negli ultimi anni le condizioni della struttura di via Renzini sono molto peggiorate. Nel 2020 è stata anche pubblicata una manifestazione di interesse, volta a capire quali potessero essere le intenzioni degli operatori privati verso la riqualificazione del sito. Purtroppo le difficoltà non sono cessate, tanto che lo scorso 15 ottobre, nel corso di una rissa, nell’ex Città del Rugby ha perso la vita un cittadino rumeno di 54 anni. Ora l’area dovrà essere messa a bando per realizzare un parco pubblico con campi da gioco e servizi. Le recenti e delicate operazioni di sgombero, portate avanti dalle Forze di Polizia e dai funzionari del Dipartimento Politiche Abitative, avrebbero infatti l’obiettivo di riaffidare l’ex Città del Rugby al Campidoglio.

I COMMENTI ALL’OPERAZIONE

Il plauso per l’operazione è arrivato anche dagli esponenti locali e comunali di FdI. In particolare dal Municipio IX, il capogruppo Massimiliano De Juliis e la consigliera Laura Pasetti, hanno sottolineato che negli “ultimi due anni abbiamo prodotto interrogazioni e mozioni in consiglio municipale per affrontare il problema. Abbiamo coinvolto l’Assemblea Capitolina, interessato parlamentari ed il Ministro – raccontano – Finalmente, dopo tanto tempo, troppo visto i fatti di cronaca accaduti, si è proceduto con lo sgombero dei locali. Ora diamo nuovo futuro, insieme alle realtà associative del territorio, a questo luogo che doveva portare servizi nella periferia e non degrado”. Nelle scorse settimane la situazione della ex Città del Rugby era tornata anche all’attenzione dell’Assemblea Capitolina con una mozione, poi bocciata, presentata dalla consigliera comunale di FdI Mariacristina Masi. Anche la Presidente del Municipio IX, Titti Di Salvo, è intervenuta sulla vicenda in occasione dello sgombero del 17 gennaio, ricordando le ultime tappe, a partire dall’incontro del 24 luglio scorso tra il Municipio, l’Assessore comunale Tobia Zevi e il CdQ Tor de’ Cenci-Spinaceto, proseguendo con un sopralluogo datato 11 settembre, per arrivare al 24 ottobre quando la situazione, su richiesta del Municipio stesso, veniva messa all’ordine del giorno del Comitato per l’ordine pubblico: “In questa sede – spiega la Presidente – sono stati decisi diversi sopralluoghi propedeutici allo sgombero. Si è compiuto un passo importante grazie alla collaborazione istituzionale tra più soggetti. Come abbiamo sostenuto nel Comitato per l’ordine pubblico di ottobre bisogna però costruire immediatamente una prospettiva per consolidare la messa in sicurezza dell’area e rigenerarla, anche per evitare il rischio di vanificare il lavoro fin qui fatto”.

IL RISCHIO DI OCCUPAZIONE

Purtroppo i rischi che l’area, in attesa di un bando e della riqualificazione, possa essere nuovamente occupata sono piuttosto alti. Basti pensare che appena quattro giorni dopo lo sgombero i residenti della zona hanno già denunciato la presenza di nuovi occupanti che hanno divelto la cancellata per guadagnare l’accesso.

Andrea Calandra