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C’è tempo fino al 30 dicembre per visitare il Museo diffuso del San Michele

Tratto da Urlo n.206 novembre 2022

TOR MARANCIA – Dopo il grande successo che ha caratterizzato le visite del “Museo Diffuso del San Michele” a Tor Marancia, l’iniziativa è stata prolungata fino al 30 dicembre prossimo (ogni venerdì 15.00-18.00). Le visite (prenotabili sul portale dell’Istituto) si snodano all’interno delle sale della sede monumentale di Tor Marancia dove saranno allestiti dipinti e sculture dal Cinquecento al Novecento della collezione dell’Istituto.

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Il progetto nasce all’inizio del 2020 grazie a un sostegno della Fondazione Sorgente Group, a seguito del quale è stato possibile avviare una prima tranche di restauri rivolta a tre capolavori della collezione: la “Madonna del Cardo”, olio su tela di Emma Regis, inedita pittrice degli anni ’20 del ‘900, la “Sacra Famiglia con San Giovannino”, olio su tavola della metà del ‘500, capolavoro di scuola toscana, e il “San Giuseppe con Cristo giovane” di Giovanni Baglione, importante pala d’altare del Barocco romano.

Le opere raccontano la storia dell’ex Ospizio Apostolico del San Michele, oggi Istituto Romano di San Michele, che dal 1686 ha caratterizzato la storia di Roma attraverso una costante assistenza alle fasce deboli della popolazione e grazie alla formazione garantita dalle scuole d’arti e mestieri un tempo rivolte ai giovani. L’iniziativa è promossa dall’ Istituto Romano di San Michele, presieduto da Livia Turco e diretto da Fabio Liberati. “Vogliamo che l’Istituto torni nel Cuore dei romani, e di tutti coloro che vorranno scoprirlo, come luogo della solidarietà e come attore culturale”, ha commentato la Presidente Livia Turco nel presentare l’iniziativa.

Ideata da Tommaso Strinati, storico dell’arte collaboratore dell’Ente, la mostra è la prima tappa di un progetto di valorizzazione del patrimonio storico artistico ereditato dall’antico Ospizio Apostolico, oggi moderna Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, che porterà all’allestimento permanente di tutte le opere conservate nella sede storica. “Il nome che abbiamo dato a questa iniziativa – commenta il Direttore Liberati – rappresenta la sfida che ci siamo posti: far conoscere alla città il nostro Istituto come spazio dell’assistenza e dell’incontro tra giovani e anziani attraverso l’arte”.

AC

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