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Ospedale CTO: spostato e ridotto il Punto di Primo Intervento

Non mancano le critiche alla scelta di ridurre il servizio, mentre dal Municipio VIII si torna a chiedere conto della Casa della Salute

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Tratto da Urlo n.184 Novembre 2020

GARBATELLA – È da molto tempo che raccontiamo il processo di specializzazione che sta cambiando il volto dell’Ospedale CTO della Garbatella, in Municipio VIII. La volontà è quella di rendere il polo un’eccellenza traumatologica, chiudendo o spostando pian piano tutti gli altri servizi altrove. Tappa fondamentale di questo processo è stata l’apertura, avvenuta a metà dello scorso aprile, del nuovo servizio di Pronto Soccorso specialistico ortopedico. Amara contropartita è però la progressiva riduzione del PPI (Punto di Primo Intervento) che da più parti era stata criticata. Si pensava che con l’onda lunga del Covid i tempi si sarebbero allungati, dando così la possibilità di prevedere correttivi e nuovi presidi sul territorio. Invece nella serata del 23 ottobre la Asl Roma2, in una nota, ha definitivamente disposto lo spostamento e il ridimensionamento del servizio del PPI nel Poliambulatorio S. Nemesio CTO, a partire da lunedì 26 ottobre.

LO SPOSTAMENTO E LA RIDUZIONE

A commentare questa decisione è il capogruppo di Fdi in Municipio VIII, Maurizio Buonincontro: “Abbiamo presentato un’interrogazione per chiedere a Zingaretti di riflettere sul ridimensionamento del PPI che sarà chiuso e riconvertito in un Punto di Assistenza Territoriale (PAT) H12 in funzione nelle sole ore diurne e affiancato da una semplice guardia medica nelle ore notturne”. Ma la decisione della Asl ha stravolto i giochi: “Non immaginavamo tempi così celeri – seguitano da Fdi – senza tenere conto della pronuncia del Consiglio di Stato che ha accolto i rilievi mossi da diversi medici del CTO”. Il CdS il 23 ottobre ha infatti accolto il ricorso sull’opportunità o meno di ridurre il PPI dell’Ospedale CTO. “Si dovrà valutare – seguita Buonincontro – se il Pronto Soccorso Specialistico sia idoneo a fronteggiare tutta la variegata casistica dei possibili accessi al PS – e ancora – I vertici regionali hanno il dovere di intervenire su questa grave criticità. La sanità non può essere gestita da ciechi burocrati”. Anche la Lega ha presentato una interrogazione alla Pisana, per chiedere a Zingaretti “come intende garantire le prestazioni ai cittadini in quei territori ove, a seguito di riconversione, si lamentano gravi carenze”. Sempre dal Municipio VIII il consigliere del carroccio, Simone Foglio, si è detto sconcertato dalla velocità con cui dalla Asl si è proceduto allo spostamento e alla riduzione del servizio: “Possiamo ormai dire che l’esperienza del Pronto Soccorso del CTO si è conclusa. Non capisco come si possa relegare questo servizio alla sola stanza 13 – come si legge nella nota della Asl, ndr – In un momento storico in cui la salute è messa a rischio quotidianamente dalla crescita dei casi di Covid-19 in tutto il Paese, qui si riduce il Pronto Soccorso alla Stanza 13”. Critiche anche dal M5S locale, con il capogruppo, Enrico Lupardini, che parla di un CTO che “continua nella sua marcia di riduzione delle prestazioni ai cittadini che il presidente della Regione sta attuando da parecchi mesi – e ancora – Ci chiediamo come si possa attuare questa politica riduttiva quando ci troviamo in un territorio con 135mila persone senza servizi ospedalieri completi”.

I PRESIDI TERRITORIALI

Dal territorio Municipale anche il minisindaco Amedeo Ciaccheri ha rilasciato al nostro giornale una breve dichiarazione sulla vicenda che sta interessando il nosocomio: “Il rilancio del CTO deve andare di pari passo con il rafforzo della sanità del territorio”. A questo proposito nei mesi scorsi il minisindaco Ciaccheri aveva riferito la volontà di fare pressione per l’apertura di una Casa della Salute sul territorio. Un progetto che in passato aveva interessato gli spazi del San Michele a Tor Marancia: “Abbiamo bisogno di un programma di prossimità che ha un obiettivo chiaro e oggi urgente, e si chiama Casa della Salute. Su questo devono lavorare tutte le istituzioni coinvolte, prima fra tutte la Regione Lazio, per dare in queste settimane il segno di un investimento strategico in salute pubblica e sanità di territorio che oggi è decisivo nella lotta al Covid”. Posizione simile è quella tenuta dal capogruppo del Pd, Claudio Mannarino, che parla dello spostamento come del proseguimento della specializzazione dell’ospedale: “A conferma di questo non più di un mese fa sono stati inaugurati sia il sistema robotico ortopedico e sia il nuovo Centro Dialisi. La questione però – aggiunge – non è solo relativa al PPI ma anche alla realizzazione della Casa della Salute nel nostro Municipio, per consentire ai nostri cittadini di poter accedere ai servizi sanitari. Mi auguro che la realizzazione della Casa della Salute, contrariamente a quanto sta avvenendo e per il bene del nostro territorio, dovrà essere un motivo di unione tra tutte le forze politiche, evitando inutili polemiche”.

Leonardo Mancini