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Montagnola: la street art ‘invade’ la scuola Di Giacomo

Mart_22 photo Max Intrisano
Foto Max Intrisano

Tratto da Urlo n.190 maggio 2021

MONTAGNOLA – Nel quartiere di Montagnola c’è un nuovo monumento. Una grande opera contemporanea che fa dialogare vecchie e nuove generazioni nel racconto della storia del territorio attraverso il linguaggio della street art. È questo il nuovo progetto nato da Dominio Pubblico dal titolo “MA®T – Millennials A®T Work – annualità 2020”, che grazie a 14 artisti ha ripensato i muri del plesso Di Giacomo dell’Istituto Comprensivo Poggiali-Spizzichino. Le attività hanno anche visto la collaborazione di Retake Roma, e dei suoi volontari. “Questa è la sintesi di una politica che portiamo avanti da tre anni – spiega l’assessora municipale alla Scuola, Francesca Vetrugno – rimettere la scuola al centro della comunità. E questo si fa definendola in modo diverso, non solo per i suoi problemi ma come punto di riferimento per il quartiere”.

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DEZ _ Mart annualità 2020_ foto © Roberta Ungaro
Foto © Roberta Ungaro

LE OPERE E GLI ARTISTI

Roma, territorio, narrazione attraverso i fiori della memoria: questi i temi affrontati e trasformati in opere d’arte permanenti, affidati ad Alessandra Carloni, Alice Pasquini/UNO, Claudio, Collettivo 900, Dez.Midez, Jerico, Krayon, Lola Poleggi, Lus57, Marta Quercioli, Olives, Orgh, Zara Kiafar e Gojo. Un’occasione di riqualificazione e rigenerazione urbana per disegnare sui muri un capitolo della nostra storia condivisa, facendo dialogare tra loro le diverse generazioni e compagini sociali. Ogni artista ha lavorato su un fiore, proponendo una sua visione della città con particolare attenzione alle donne della memoria: “La nostra è una grande capitale europea con quartieri ricchi di storia, capace però di usare nuovi linguaggi per raccontarsi – commenta il Presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciaccheri – Stiamo sperimentando una progettualità di iniziativa artistica sostenuta da risorse pubbliche che divenga uno strumento condiviso con il territorio. Lavoriamo alla costruzione di un ecosistema culturale – conclude – partendo da un luogo centrale come le comunità scolastiche”.

A.C.

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