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Movida Ostiense: ancora segnalazioni dai residenti

Pubblichiamo la lettera di un cittadino della zona: “Il quartiere ha smesso di essere un luogo funzionale alla vita delle famiglie”

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Riceviamo e pubblichiamo una nuova segnalazione sulle criticità del quartiere Ostiense. La lettera è stata inviata a lettori@urloweb.com da un residente del quadrante

Sono un residente del Quartiere Ostiense, ovvero il quadrante urbanistico che si estende dalla Piramide Cestia, fuori dalle Mura Aureliane, e seguendo l’asse della via Ostiense arriva fino alla basilica di San Paolo Fuori Le Mura.

Il quartiere, come è noto, nacque all’inizio del Novecento come area industriale cittadina, e i suoi operatori ne furono i primi residenti, tra cui la mia famiglia, che ci vive da circa un secolo e lo ha visto nascere e svilupparsi.

Con la dismissione dei vari stabilimenti industriali e dei Mercati Generali l’Ostiense ha vissuto molti cambiamenti. In particolare negli ultimi venti anni, sulla scia della cosiddetta riqualificazione urbana, è stato oggetto di una radicale trasformazione che da una parte può aver generato cose positive, portando all’attenzione della collettività cittadina e nazionale il considerevole patrimonio storico e di archeologia industriale di cui il quartiere è ricco, assistendo all’apertura di alcune strutture della Terza Università, del Museo della Via Ostiense presso porta San Paolo, del Museo della Centrale Montemartini e del Polo Museale Atac, al fiorire di numerose opere di Street Art, rendendolo da sempre una suggestiva location per ambientazioni cinematografiche; ma nello stesso tempo vi sono stati anche risvolti molto negativi: il quartiere ha a poco a poco smesso di essere un luogo funzionale alla vita delle famiglie che ci abitano, alcune anche da molti decenni, come la mia.

Soprattutto nell’ultimo decennio stiamo assistendo ad un’autentica espropriazione del nostro quartiere, a vantaggio di un uso più strumentale di esso rivolto soprattutto ad avventori e fruitori di passaggio, in particolar modo della movida serale, con la conseguente scomparsa delle storiche attività commerciali a conduzione famigliare, che una ad una hanno chiuso lasciandoci orfani dei più elementari servizi, come una cartoleria, un negozio di abbigliamento, di calzature, una merceria, una profumeria, una libreria e molti altri; l’ultimo negozio di articoli per la casa (a parte i negozi cinesi) ha annunciato la prossima definitiva chiusura.

Per molti servizi ci si deve spostare in altri quartieri.

Non abbiamo più una scuola, né materna, né elementare, né media, pubblica o privata. Un tempo ce ne stavano anche più di una. In seguito allo smantellamento delle strutture dei Mercati Generali abbiamo perso anche la biblioteca comunale, che è stata ospitata per alcuni anni (decisione già allora discutibile) all’interno del Caffè Letterario, un bar del quartiere, per poi essere soppressa. L’area lasciata vuota dagli ex Mercati Generali è un immenso cantiere abbandonato da quasi venti anni, e potrebbe essere un’ottima risorsa sia di investimento, sia di spazio e sia di attività.

Abbiamo un solo piccolo giardinetto comunale dove far giocare i nostri bambini, far riposare i nostri anziani e far incontrare le nostre famiglie, che per lungo tempo è stato lasciato in condizioni desolate, con l’erba alta, solo in parte pulito, bisognoso di molti lavori di manutenzione più volte segnalati ma di fatto non ancora svolti.

Da anni tentiamo di richiedere la potatura degli alberi, almeno dei rami ad altezza finestre, ma il nostro quadrante viene sempre ignorato.

Per contro, sempre negli ultimi dieci anni, abbiamo assistito al proliferare scriteriato di ristoranti, cocktail bar, luoghi vari di intrattenimento “after dinner” e ristorazione, aperti fino a notte inoltrata, che non sono rivolti all’interesse del quartiere e di chi lo abita, ma sono comunque ospitati nei suoi spazi condominiali, muro a muro con le abitazioni, e hanno il solo deleterio scopo di attirare numerose folle di avventori esterni e la cui confusione, schiamazzi, musica alta, odori vari di cucina, entrano direttamente nelle case dei residenti.

Come è comprensibile, creandosi una così elevata frequentazione di passaggio aumenta anche il disordine, la sporcizia e il degrado, con cui poi non dovranno convivere gli avventori “mordi e fuggi”, ma gli abitanti del quartiere.

Ad Ostiense i cassonetti della spazzatura sono perennemente traboccanti soprattutto di sostanze organiche scaricate dai vari ristoranti, e restano anche per giorni a decomporsi inquinando e intossicando l’aria che noi respiriamo.

I parcheggi sono una vera e propria piaga, soprattutto nelle sere del week-end, poiché il richiamo dei tanti, troppi, fruitori della movida, li rendono introvabili. Con la conseguente sosta selvaggia in doppia e tripla fila. La notte, come già detto, è disturbata da schiamazzi, musica ad alto volume sia dei locali e delle autoradio in transito, sia dei clacson di gente parcheggiata che non riesce ad uscire.

Vano è persino il tentativo di far intervenire i Vigili.

Peraltro, in seguito alle vicende relative al Corona Virus, pare ci sia stata una proposta, per quanto ne sappia neppure partita dai commercianti né tantomeno dai residenti (che lo hanno scoperto dopo), per la pedonalizzazione di alcune strade al fine di permettere ai vari locali e ristoranti di allargarsi all’aperto sulla via. Questa oltre ad essere un’idea per nulla rivolta all’interesse di chi vive il quartiere e ne conosce le problematiche, è un ennesimo motivo di disordine, considerando che si altererebbe la viabilità congestionando il traffico nelle altre strade, e toglierebbe decine di posti auto disponibili al parcheggio, oltre ad aumentare ancora di più gli assembramenti che già si creano oltre misura.

Un cittadino come me e come molti altri, che chiede solo il diritto di poter continuare a vivere nel proprio quartiere come ha sempre fatto, quale vantaggio può ricavare nel vederlo declassare, mortificare e diventare sempre meno abitabile e sempre più simile a una balera e un fast food a cielo aperto?

Continuate ad inviarci le vostre lettere e segnalazioni a lettori@urloweb.com

Red

(Foto L. Manciati)