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Municipio VIII: ecco come cambierà l’assistenza sanitaria territoriale

Alcuni servizi spostati temporaneamente dal CTO a Tor Marancia per i lavori della Casa della Comunità

Tratto da Urlo n.223 maggio 2024

MUNICIPIO VIII – I servizi sanitari territoriali del Municipio VIII si rinnovano e cambiano forma. Nei prossimi mesi (e anni) la sanità locale cambierà volto e gli interventi per dare il via a questo cambiamento partiranno già nelle prossime settimane.

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IL POLIAMBULATORIO AL CTO

Come molti utenti avranno potuto rilevare infatti dal 13 maggio alcuni dei servizi presenti nel Poliambulatorio di via San Nemesio 21, all’interno dell’Ospedale CTO di Garbatella, sono stati temporaneamente trasferiti in via Casale de Merode 8 a Tor Marancia, in una palazzina all’interno del San Michele, recentemente ristrutturata. Questo spostamento è necessario per avviare i lavori di ristrutturazione finanziati dal PNRR per la trasformazione del Poliambulatorio di via San Nemesio in Casa della Comunità. Intervento che dovrebbe concludersi in 6/8 mesi. Al momento hanno trovato posto a Tor Marancia il servizio prelievi, le prestazioni degli ambulatori infermieristici, lo screening del tumore del colon, gli Sportelli CUP, i Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) e alcune prestazioni specialistiche ambulatoriali come cardiologia, dermatologia, diabetologia, ecografia, endocrinologia, neurochirurgia, ortopedia e pneumologia. I servizi mantenuti presso l’Ospedale CTO “Andrea Alesini” sono invece: “Curare con Cura”, ecografia, oculistica e dermatologia. L’offerta odontoiatrica verrà garantita presso i poliambulatori del Distretto 9 (via Marotta) e del Distretto 6 (Torrenova). Una volta terminati i lavori di ristrutturazione, all’interno del vecchio poliambulatorio di via San Nemesio troverà posto la nuova Casa della Comunità, un vero e proprio hub destinato alle cure di medicina di base e specialistica. All’interno di questi spazi, naturalmente, torneranno anche i servizi spostati a via Casale de Merode.

LA STRUTTURA DI VIA MALFANTE

Una volta terminata questa prima fase sarà la volta degli interventi all’interno della struttura Asl di via Malfante, a Navigatori, con i servizi che troveranno temporaneamente spazio nella stessa palazzina di via Casale de Merode. I tempi per la realizzazione di questa Casa della Comunità saranno più brevi. Dovrebbero infatti bastare sei mesi per realizzare questa struttura che vedrà la stretta compartecipazione tra medici di base e specialisti.

L’OSPEDALE DI COMUNITÀ A TOR MARANCIA

Tempi più lunghi, anche se i cantieri sono già stati avviati, per la struttura di via Cerbara a Tor Marancia. Quello che oggi è solo uno scheletro di cemento armato, all’interno degli spazi del San Michele, a dicembre del 2025 dovrebbe aprire i battenti come un’ulteriore Casa della Comunità e un Ospedale di Comunità. Si tratta in questo caso di strutture più votate alla cura delle cronicità e per la stabilizzazione dei pazienti da avviare a cure domiciliari.

IL PUNTO SUL PERSONALE

Naturalmente tra le prime preoccupazioni avanzate dall’ente di prossimità c’è la cronica assenza di personale, soprattutto su un territorio che ha visto l’accorpamento di due consultori proprio per questo motivo. Infatti dallo scorso settembre alcuni dei servizi del Consultorio di largo delle Sette Chiese a Garbatella sono stati spostati nella sede di via dei Lincei a Tor Marancia. “Il servizio deve tornare anche a Sette Chiese – esordisce l’Assessora municipale alle Politiche Sociali, Alessandra Aluigi – I consultori devono avere entrambi tutti i servizi previsti dalla normativa. Sappiamo – spiega – che per la ASL è un momento di cambiamento per la nomina un mese fa del nuovo commissario Amato. Lo incontreremo nei prossimi giorni e porremo anche a lui la questione, chiedendo anche l’ufficialità sulla possibilità di far tornare parzialmente il servizio di ginecologia anche a Sette Chiese”. La battaglia in questo senso per l’Assessora Aluigi non si ferma: “Si tratta di un primo passo, i servizi devono tornare completi. La questione è soprattutto regionale, il tema del personale va affrontato con un piano assunzioni che riguardi tutti i servizi territoriali”. Mantenere l’attenzione sui servizi e sulla loro importanza sul territorio è quanto si propone di fare anche il minisindaco Amedeo Ciaccheri: “È innegabile che la trasformazione dei servizi sanitari sul territorio nel tempo abbia pesato. Basti pensare alle lotte contro il depotenziamento del CTO. Ora il cantiere a Tor Marancia per la Casa e l’Ospedale di Comunità nel San Michele è un segnale importante, così come lo sono le altre aperture previste sul territorio. Allo stesso tempo chiediamo conto alla ASL e alla Regione Lazio della necessità di investire sulle risorse umane”.

I SERVIZI DA POTENZIARE

Sul fronte delle opposizioni in Municipio VIII l’attenzione a questo processo di spostamento e apertura di nuovi servizi è massima. “Non bisogna dimenticare che l’elemento centrale in tutta questa vicenda sono i cittadini – sottolinea Caterina Benetti di FI – Dobbiamo vigilare affinché non vengano persi dei servizi importanti. Saranno mesi complicati per l’utenza che deve essere accompagnata in questi nuovi percorsi di assistenza”. Uno sguardo a quello che sono stati gli ultimi anni dei servizi sanitari locali (anche prima degli anni del Covid) arriva dal Capogruppo di FdI, Franco Federici, che propone la sua idea: “A parte gli importanti progetti per la Casa della Comunità e per l’Ospedale di Comunità all’interno del San Michele a Tor Marancia, bisogna puntare sul potenziamento dell’Ospedale CTO – spiega – I problemi dal punto di vista dei servizi sanitari territoriali infatti sono iniziati con il depotenziamento di questa struttura, che invece deve tornare centrale all’interno del panorama dei servizi sanitari in Municipio VIII”. È invece l’operatività e il lavoro all’interno dei nuovi centri, che siano Case o Ospedali di Comunità, al centro della riflessione della consigliera Simonetta Novi, della Lista Calenda: “Si va verso un patto tra medici di medicina generale e medici specialisti ASL per dare corpo a questi servizi essenziali. I nostri medici di base, impegnati oggi ad assistere i loro 1.600 pazienti e a gestire una gran mole di obblighi burocratici, saranno chiamati ad offrire servizio per 6 ore la settimana alle case di comunità. In cambio, un lavoro sinergico con tanti specialisti, la possibilità di avere analisi diagnostiche e un supporto amministrativo. Se si riuscirà a stringere questo patto tra ASL e medici di base, avremo davvero vinto tutti”.

Leonardo Mancini