Home Municipi Municipio VIII

Municipio VIII: un bilancio con il minisindaco Ciaccheri al termine della consiliatura

MUNICIPIO VIII – Incontriamo il Presidente del Municipio VIII, Amedeo Chiacchieri, ormai al termine della consiliatura per un bilancio di quanto raggiunto in questi ultimi tre anni.

Questa è stata una consiliatura anomala, partita dopo le dimissioni dell’ex minisindaco del M5s e durata solo tre anni, è stato difficile prendere il via?

Ads

Abbiamo vissuto un’eccezionalità nella vita democratica dell’Ente di prossimità che dopo le dimissioni dell’ex Presidente è rimasto commissariato per più di un anno. Abbiamo fatto vivere in quel periodo l’esperienza dei consigli in piazza per poi vincere le elezioni nel 2018 con una partecipazione delle comunità territoriali che hanno permesso alla coalizione di conquistare il Municipio già dal primo turno.

Abbiamo, grazie alla collaborazione di tutto il personale municipale, fatto ripartire una macchina amministrativa affrontando fin da subito nodi importanti che erano stati compromessi dalla precedente amministrazione in particolare quelli relativi alla riapertura dei luoghi e degli spazi di socialità che erano stati fermati senza alcun senso. Poi è arrivato il COVID e abbiamo concentrato ogni sforzo sul sostegno alla nostra comunità. Per questo abbiamo scelto di lanciare una campagna con un nome chiaro: Municipio Solidale.

Quali sono i risultati che più di tutti avete perseguito in questi tre anni?

L’impegno quotidiano e costante della coalizione e della giunta municipale si sono concentrati su tanti temi ma in particolare ci tengo a sottolineare come siamo riusciti a sviluppare un lavoro sinergico, costruttivo e produttivo con tutta la comunità educante del territorio, rimettendo al centro del villaggio la scuola non solo come luogo di educazione e formazione ma anche come spazio da far vivere oltre gli orari delle lezioni, con attività integrative grazie al coinvolgimento delle associazioni e delle realtà di prossimità, che hanno portato nelle scuole la musica, la cultura, lo sport, l’arte e molto altro. Dopodiché gli altri risultati sono l’aver riportato risorse ingenti per milioni di euro su rigenerazione urbana, cultura e lavori pubblici, in particolare sui quartieri: Garbatella, Tor Marancia, Ostiense, Tintoretto e Montagnola. Fondi che parlano di opere già in progettazione e che nei prossimi anni trasformeranno il volto di questo territorio.

Ci sono vicende che più di altre hanno lasciato il segno su questi territori, pensiamo alla ex Fiera di Roma o agli ex Mercati Generali, in questo caso la pressione del Municipio non c’è stata oppure non è bastata?

La pressione si è fatta forte di un’aspettativa di una comunità territoriale che non più attendere. Penso all’iniziativa che abbiamo condotto come Municipio per denunciare l’insufficienza dell’amministrazione Raggi ha trovato su Piazza dei Navigatori: 17 milioni di euro che risponderanno a tante piccole esigenze del territorio ma che non hanno risolto assolutamente le condizioni di Piazza dei Navigatori. Le pressioni proprio su questo del Municipio che sta lavorando per finalmente riqualificare questo quadrante, vessato negli anni da una grande trasformazione e stiamo chiedendo, vista in prospettiva la trasformazione dell’ex Fiera di Roma che ha concluso l’iter burocratico, la definizione di un piano di funzione pubbliche che assumerà la nuova veste di questo luogo strategico del territorio. L’operato del Municipio ha permesso poi, che dentro queste convenzioni salvaguardassimo alcune questioni interne al quartiere e il Centro Culturale Polivalente ne è un esempio. dove abbiamo scelto di portare più di 4 milioni di euro di fondi su Tor Marancia, per un Polo Culturale che vivrà della collaborazione tra Municipi e il Teatro dell’opera di Roma. Infine, i Mercati Generali su cui a più riprese abbiamo visto l’insufficienza dell’Amministrazione Raggi nel definire finalmente questa grande opera del territorio. La ferita dei Mercati Generali continua ad essere un tema impellente per l’VIII Municipio, per vedere finalmente lo sblocco del cantiere e riparato un vuoto urbano che ha superato ormai il decennio.  Abbiamo bisogno di un cambio di passo che questa Giunta in 5 anni non è stata capace di contribuire a dare.

L’VIII Municipio è tra i territori più verdi di Roma, quali sono le sfide che avete dovuto affrontare in quest’ambito?

La sfida più grande sul verde che abbiamo affrontato è stata quella di un piano di piantumazioni che ha superato ed ha affiancato quello messo in piedi dal Campidoglio, arrivando a mettere oltre 2700 nuove piante ed altre 1000 arriveranno a breve. In più abbiamo avviato la realizzazione di due nuove aree verdi attrezzate, a via Benedetto Croce e a via del Tintoretto, andando a riempire degli spazi vuoti che saranno messi a disposizione della cittadinanza e realizzeremo anche un impianto di illuminazione del Parco Don Picchi sulla Colombo, appalti finanziati dal Municipio con più di 500 mila euro. Abbiamo anche stretto una collaborazione con le realtà territoriali, dai comitati di quartiere e alle associazioni, per una sinergia sul prenderci cura dei nostri beni comuni. È innegabile che quello che è mancato è stato un investimento sulla manutenzione ordinaria del verde urbano, addirittura in extremis il Campidoglio non ha saputo come gestire il diserbo stradale che affligge tutta Roma e continua ad essere un’emergenza per il nostro territorio. Qua però abbiamo due luoghi strategici che sono la vera sfida che abbiamo affrontato in questi tre anni: Il Parco dell’Appia Antica e il progetto di realizzazione del Parco della Tenuta di Tor Marancia, su cui il Municipio ha lavorato insieme ai Comitati di Quartiere per garantire la gestione nelle aree già aperte ma soprattutto per chiedere l’apertura e la completa realizzazione del Parco di Tor Marancia. Questa è la vera sfida che abbiamo dovuto affrontare in questi anni e che continua ad essere urgente per il prossimo quinquennio.

In questi anni si è parlato spesso di Appia Antica e voi avete addirittura chiesto che il Parco venga unificato nel Municipio VIII, quanto è importante il rapporto con questo luogo?

L’Appia antica rappresenta un patrimonio culturale, paesaggistico e archeologico unico al mondo. La possibilità di poter inserire il parco archeologico all’interno dei confini di un unico ente di prossimità potrebbe semplificare i rapporti istituzionali con tutti gli altri attori istituzionali che intervengono sul parco, dal Ministero alla Regione e il Comune.

L’Appia Antica oltre a ripresentare quindi un bene da valorizzare è anche una grande opportunità: il PNRR destina alla valorizzazione dell’Appia Antica, dentro il Piano Roma Caput Mundi, più di 106 milioni di euro. Una grande occasione di valorizzazione storica, archeologica, ambientale, ma quindi una grande opportunità per immaginare un piano di sviluppo che apra possibilità economiche, attrattivi, di richiamo internazionale su questo gioiello della nostra città.

Il rapporto con l’amministrazione comunale è stato spesso conflittuale, qual è il giudizio finale?

Il giudizio sull’amministrazione Raggi è implacabile ed è evidente a tutta la cittadinanza. La Raggi ha rappresentato una grande speranza delusa. Dal punto di vista dei rapporti con i Municipi la Raggi ha costantemente umiliato il ruolo priorità dell’istituzione di prossimità e questo ha reso peggiore la città perché non ha permesso una collaborazione efficace. In secondo luogo, lo stato delle municipalizzate di Roma, prima tra tutte AMA e ATAC, racconta le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare sul territorio dal punto di vista dei servizi pubblici essenziali. Ed in ultimo il COVID: di fronte una emerge globale i Municipi si sono trovati da solo a dover affrontare una grande crisi economica e sociale nella nostra città. La Raggi ha mancato ancora una volta il ruolo che doveva garantire quello di essere portavoce della città tutta.

Ci sono progetti per i quali c’è bisogno di più tempo e che sperate di portare a termine nei prossimi anni?

Per i prossimi anni abbiamo bisogno di un cambio di passo, per il quale intravvedo la candidatura di Roberto Gualtieri come il nome efficace per affrontare le sfide di Roma per il prossimo futuro. Sul nostro territorio i prossimi anni dovranno segnare finalmente la chiusura dei grandi vuoti urbani che le trasformazioni dell’VIII Municipio rappresentano da troppo tempo e in secondo luogo dovremo pensare alle micro relazioni della nostra città. Immaginare come dentro lo sviluppo ordinario di Roma, riusciremo a dare un segno sulla transizione ecologica, a come daremo possibilità di nuove opportunità di lavoro, al sostegno alle piccole reti economiche locali ed infine ad immaginare dentro e dopo il COVID 19 un nuovo modello di welfare universale e trasversale che risponda ai nuovi bisogni che i romani e le romane di fronte ai quali non possono più attendere.

AC

Previous articlePresto anche Marconi avrà il suo Parco sul Tevere
Next articleChe fine farà l’Acquario dell’Eur?