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Ospedale CTO: si sposta (e si riduce) il Punto di Primo Intervento

La decisione, già annunciata per fare spazio al PS specialistico ortopedico, non ha mancato di sollevare polemiche. Dal centrodestra arrivano due interrogazioni al Presidente Zingaretti

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ROMA – Che l’assetto del Pronto Soccorso dell’Ospedale CTO sarebbe cambiato era ormai chiaro, soltanto che nessuno si aspettava che lo spostamento del Punto di Primo Intervento (PPI) avvenisse così rapidamente. La notizia di questa chiusura è stata diffusa a metà dello scorso aprile, proprio con l’apertura del nuovo servizio di Pronto Soccorso specialistico ortopedico. Le reazioni a questa iniziativa non sono mancate, con tutte le forze politiche locali interessate a non lasciare il quadrante sguarnito di un servizio così importante. Per alcuni mesi i due presidi hanno lavorato in contemporanea, ma nella serata di venerdì 23 ottobre la Asl Roma2 in una nota ha definitivamente disposto lo spostamento e il ridimensionamento del servizio del PPI nel Poliambulatorio S. Nemesio CTO a partire da lunedì 26 ottobre.

ARRIVA LO SPOSTAMENTO DEL PPI

A dare notizia di questa decisione è il capogruppo di Fdi in Municipio VIII, Maurizio Buonincontro: “Nei giorni scorsi abbiamo presentato, a firma del Consigliere regionale Chiara Colosimo, un’interrogazione per chiedere al Presidente Zingaretti di riflettere sull’ipotesi di ridimensionamento del PPI che sarà chiuso e riconvertito in un Punto di Assistenza Territoriale (PAT) H12 in funzione nelle sole ore diurne e affiancato da una semplice guardia medica nelle ore notturne”. Ma la decisione della Asl ha stravolto i giochi: “Non immaginavamo che tale decisione potesse essere attuata in tempi così celeri, senza tenere conto dell’attuale situazione emergenziale e senza tenere conto della pronuncia, proprio nella giornata di ieri, del Consiglio di Stato che ha accolto i rilievi mossi da diversi medici del CTO”. Il Consiglio di Stato il 23 ottobre ha infatti accolto il ricorso di alcuni medici della struttura che chiedevano ai Giudici Amministrativi dell’opportunità o meno di ridurre il PPI dell’Ospedale CTO. Con l’accoglimento del ricorso la vicenda tornerà al Tar che avrà il compito di esprimersi nel merito della vicenda. “Si dovrà valutare – seguita Buonincontro – se il Pronto Soccorso Specialistico sia idoneo a fronteggiare tutta la variegata casistica dei possibili accessi al Pronto Soccorso – e ancora – In quest’ottica appare evidente che limitare le attività che svolge attualmente il PPI e svincolarle dal Pronto Soccorso aggraverà le criticità del medesimo PS, già censurate dal Consiglio di Stato”.

LE INTERROGAZIONI IN REGIONE

Oltre alla già citata interrogazione della consigliera di Fdi in Regione Lazio, Chiara Colosimo, anche la Lega ha presentato un medesimo atto alla Pisana. In questo caso il documento è firmato dal consigliere Orlando Tripodi e chiede che il Presidente Zingaretti riferisca su “come intende garantire le prestazioni ai cittadini in quei territori ove, a seguito di riconversione, si lamentano gravi carenze nell’offerta del servizio sanitario e socio sanitario, con particolare riguardo all’imminente chiusura del Punto di Primo Intervento dell’Ospedale CTO della Garbatella”. Sempre dal Municipio VIII il consigliere del carroccio, Simone Foglio, si è detto sconcertato dalla velocità con cui dalla Asl si è proceduto allo spostamento e alla riduzione del servizio: “Possiamo ormai dire che l’esperienza del Pronto Soccorso del CTO si è conclusa. Sono sconcertato e non capisco come si possa pensare che questo servizio non sia più utile, tanto da relegarlo alla sola stanza 13 – come si legge nella nota della Asl Ndr – In un momento storico in cui la salute è messa a rischio quotidianamente dalla crescita dei casi di Covid-19 in tutto il paese, qui si riduce il Pronto Soccorso alla ‘Stanza 13’”.

UNA DECISIONE DA RIVEDERE

Al momento le richieste della politica locale sono tutte relative ad un intervento della Regione Lazio, perché non si riduca questo servizio, soprattutto in un momento così particolare per la sanità. “I vertici regionali hanno il dovere di intervenire su questa grave criticità – seguita il consigliere Buonincontro – La sanità non può essere gestita da ciechi burocrati. La politica non può assistere a tutto ciò inerme. Va posta all’ordine del giorno del dibattito politico locale e regionale la necessità ed il diritto per quanti vivono nel quartiere Garbatella e nel resto del Municipio VIII ad avere, come era nel passato un grande ospedale con pronto soccorso annesso, che possa assicurare la giusta assistenza e garantire un territorio attualmente sguarnito”.

LeMa