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Ostiense: finalmente riaperto il Polo Museale dei Trasporti

L’obiettivo è quello di restituire riqualificato questo spazio al territorio dopo oltre due anni di chiusura

Tratto da Urlo n.206 novembre 2022

OSTIENSE – Dopo due anni di chiusura, promesse e battaglie dei cittadini riuniti in Comitato, il Polo Museale dei Trasporti di via Ostiense ha finalmente riaperto i battenti. Il 14 ottobre scorso i vagoni storici all’ombra della Piramide Cestia sono tornati ad essere visibili e lo spazio visitabile dal pubblico. All’interno infatti è ospitata una esposizione permanente di treni e tram storici, prodotti dal 1907 al 1945. Il Polo chiuse come tanti altri spazi con la pandemia, per poi non riaprire più in attesa del passaggio di consegne tra Atac e Astral. L’avvicendamento è avvenuto il 1 luglio scorso, con la società della Regione Lazio che ha preso possesso anche di questi spazi espositivi. In questi lunghi mesi i cittadini delle associazioni che in passato avevano animato questa struttura si sono riuniti nel Comitato Polo Museale, non smettendo mai di fare pressione per la riapertura.

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LA RIQUALIFICAZIONE

La riapertura del Polo Museale per il momento è solo parziale e disposta su tre giorni alla settimana (il lunedì, mercoledì e venerdì), ma la speranza è quella di tornare ad aprire questi spazi tutti i giorni. Intanto Astral in questi mesi ha realizzato un preliminare lavoro di messa in sicurezza che ha reso nuovamente fruibile questo luogo che rappresenta la storia e la memoria del trasporto pubblico del Lazio. Dietro il muro di cinta infatti si trovano dei pezzi di storia della nostra città e del cinema italiano, come l’elettromotrice 404, “Termini-Cinecittà”, entrata nell’immaginario collettivo per aver animato alcune scene del film “Roma Città Aperta”; oppure il locomotore 05 della Ferrovia Roma-Lido che, danneggiato dalla guerra, fu il primo a essere completamente ricostruito; e infine il treno Ecd21 Roma-Civita Castellana che ricorda la presenza di Pier Paolo Pasolini nella Tuscia.

IL FUTURO DEL POLO

La volontà, così come espresso durante la cerimonia di riapertura, sembra essere quella di rendere il Polo sempre più centrale nell’offerta museale. Infatti Astral ha intenzione di recuperare e valorizzare i fabbricati, installando sistemi di videosorveglianza e riqualificando anche gli spazi esterni. L’intento è quello di tornare ad ospitare eventi, scuole e associazioni per animare il Polo come accadeva prima della chiusura. Un primo passo della riapertura verso il territorio è la presentazione del libro “Un viaggio ancora possibile: il Polo Museale dei Trasporti”, a cura del Comitato, oltre all’inaugurazione di una postazione di bookcrossing e dell’orto urbano bio gestito dal centro anziani Ostiense (così come avveniva prima della chiusura).

VERSO UN MUSEO DIFFUSO

È l’Assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patané, a sottolineare quanto ancora ci sia da fare per riqualificare completamente il Polo museale: “C’è da valorizzare insieme alla Sovrintendenza l’archivio fotografico e documentale di Atac”. Per farlo, aggiunge Patané, “stiamo studiando la possibilità di costituire la Fondazione Atac, quale strumento di diffusione culturale e di formazione, che già vede concorde la volontà dell’Assessorato alla Mobilità e dell’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, per contribuire meglio a raggiungere gli obiettivi di diffusione della cultura e della storia dei trasporti di Roma, e di formazione di tutti coloro che intendono lavorare nel mondo dei trasporti o, per coloro che già ci lavorano, migliorarsi e stare al passo con i tempi”. L’idea dell’Assessore è quella di creare una vera e propria rete museale del Trasporto pubblico, “a cominciare dalla rimessa di San Paolo, con la creazione di un Museo Diffuso. Non più solo in un solo luogo fisico ma più luoghi dove una vettura, anche in via sperimentale, possa abbellire alcune piazze della Città. D’altronde la storia dei trasporti di Roma è intimamente connessa alla storia della città e averne una rappresentazione fisica sarebbe un ulteriore privilegio”.

Leonardo Mancini

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