Home Municipi Municipio VIII

Ottavo Colle aspetta ancora la sua fermata

Tratto da Urlo n.193 settembre 2021

OTTAVO COLLE – Continuano ad aumentare le segnalazioni dei cittadini del quartiere indignati per la soppressione di una fermata del bus 764 in via Duccio di Buoninsegna, a seguito dei lavori per la realizzazione di un passo carrabile. Tanto più che è stata anche realizzata una pedana per ospitare la nuova fermata, la quale però non è mai entrata in funzione. Gli utenti del servizio di trasporto pubblico ora sono costretti a percorrere diverse centinaia di metri prima di raggiungere la successiva fermata.

Ads

La pedana che avrebbe dovuto ospitare la pensilina è stata realizzata da privati, dopo l’approvazione del progetto da parte degli uffici tecnici. Purtroppo, come ci è stato spiegato dall’Assessore municipale, Michele Centorrino, l’Atac in un sopralluogo ha rilevato che tale pedana è più corta del dovuto (e la presenza degli alberi avrebbe reso difficile l’accesso) e quindi la pensilina non sarebbe a norma.

Al momento, sempre stando a quanto riportato dall’assessorato municipale, il progetto sarebbe stato rivisto da parte del Dipartimento Mobilità del Comune, che dovrebbe intervenire anche sulla fermata sull’altro lato della carreggiata (perchè posta in corrispondenza di un attraversamento pedonale).

Tale progetto sarebbe stato predisposto nel gennaio scorso, ma gli interventi non sono ancora iniziati: “Ci saremmo aspettati già i cantieri, visto che le fasi preliminari sono state completate”, ha commentato Centorrino. Il consigliere Pd e Presidente della commissione Urbanistica, Luca Gasperini, ha poi aggiunto che “in questi mesi non abbiamo smesso di incontrare e ascoltare i cittadini e le loro giuste rimostranze. I residenti sono costretti a raggiungere le altre fermate della linea 764 distanti oltre 400 metri. Vigileremo e continueremo a sollecitare un intervento celere, che riporti sicurezza per gli utenti del trasporto pubblico e per tutti i pedoni”.

AC

 

Previous articlePiazza Merolli, finalmente riaperta
Next articleRoma e l’arte funebre di epoca Repubblicana