Home Notizie Cronaca Roma

Per lo Stadio della Roma si guarda ad Ostiense?

ex-mercati-generali-01-marzo-2021-urloweb

Tratto da Urlo n.190 maggio 2021

OSTIENSE – La vicenda di Tor di Valle non è ancora conclusa ufficialmente e potrebbe innescare una lunga e complessa battaglia legale, ma intanto l’AS Roma si sta guardando intorno e avrebbe messo gli occhi sul quadrante Ostiense. In particolare da Trigoria sarebbero interessati a due differenti aree sui lati opposti di via Ostiense. Si tratta degli spazi degli ex Mercati Generali e di quelli all’ombra del Gazometro. Quest’ultimi, lo ricordiamo, avrebbero bisogno però di una profonda e costosa bonifica prima di essere utilizzati, oltre a richiedere un iter piuttosto lungo e complesso.

Situazione diversa per l’immenso cantiere (fermo da tempo) degli ex Mercati Generali. Qui Veltroni avrebbe voluto realizzare la ‘Città dei Giovani’, un progetto da tempo superato. Al momento sull’area (nelle mani del gruppo Toti) dovrebbero venire realizzate opere per un mix funzionale di commerciale e servizi, oltre ad uno studentato per la vicina Roma Tre. L’intera operazione è però ferma al palo e proprio questo blocco (che va avanti ormai da troppo tempo) potrebbe far protendere per una destinazione diversa. Naturalmente l’area di Ostiense andrebbe incontro alle necessità della società giallorossa di non costruire una ‘cattedrale nel deserto’, ma di realizzare un impianto in un’area già urbanizzata.

Resta da valutare attentamente il nodo della mobilità, pubblica e privata. Se l’area infatti è già servita da due fermate Metro B (Garbatella e Piramide) e dal Capolinea della Roma Lido, con a poca distanza anche lo snodo ferroviario di Ostiense, che assicurerebbe un collegamento su ferro da fuori città, molto diversa (e preoccupante) è la situazione del traffico privato, che potrebbe congestionare l’Ostiense e la Colombo, ripercuotendosi su tutto il quadrante. Naturalmente non mancano i problemi relativi ai parcheggi, che dovrebbero necessariamente essere realizzati sotto la struttura, o comunque interrati. Se infatti si torna all’assunto per cui il 50% dei tifosi dovrà arrivare allo stadio con i mezzi pubblici (più facilmente realizzabile ad Ostiense), il quartiere e le infrastrutture difficilmente reggeranno l’impatto del restante, se con auto private.

Leonardo Mancini