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Ponte di Ferro: mentre sono in corso le indagini arrivano i primi commenti sull’accaduto

Per Lanzi e Ciaccheri è necessaria una soluzione immediata. Catalano e Scimè tornano a chiedere lo stop degli insediamenti abusivi sotto al Tevere

OSTIENSE-MARCONI – Nella notte tra sabato 2 e domenica 3 ottobre un violento incendio ha colpito il Ponte dell’Industria, conosciuto anche come il Ponte di Ferro dai romani. La struttura è stata avvolta dalle fiamme. Al momento ancora non si conoscono le cause dell’incendio, sulle quali è in corso un’indagine. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per incendio colposo e per delitti contro la pubblica incolumità a carico di ignoti. Tra le ipotesi al vaglio quella che le fiamme siano partire da un fornelletto a gas utilizzato da alcuni senza fissa dimora che poi sarebbero scappati ma al momento si tratta ancora solo di supposizioni.

NECESSARIA UNA SOLUZIONE RAPIDA

In attesa di conoscere maggiori dettagli sull’accaduto e tempistiche più precise circa quanto tempo servirà prima che il ponte possa tornare ad essere agibile (al momento si parlerebbe di almeno 6 mesi, forse un anno), sul luogo nella giornata di ieri si sono recati i due candidati presidenti per i Municipio VIII e XI, rispettivamente Amedeo Ciaccheri e Gianluca Lanzi, insieme al Candidato Sindaco Roberto Gualtieri. “Insieme al nostro candidato Sindaco Roberto Gualtieri e al Presidente del Municipio VIII Amedeo Ciaccheri sono stato al Ponte di Ferro”, ha scritto Lanzi ieri, che ha poi fatto sapere: “Stiamo già lavorando per individuare le soluzioni e le procedure che permettano nel più breve tempo possibile di riaprire il ponte, restituendo alle romane e ai romani questo collegamento fondamentale per la viabilità dei due municipi e dell’intero quadrante”. Sulla questione è intervenuto anche Ciaccheri che ha detto: “Ho voluto fare un sopralluogo accompagnato dal candidato Roberto Gualtieri assieme a Massimo Ancillotti, Comandante della Polizia Locale dell’VIII Gruppo, per verificare la situazione nel quadrante ostiense vista la chiusura del Ponte di Ferro”. Il candidato ha poi raccontato che Gualtieri lo ha raggiunto sul posto la notte dell’incendio. Entrambi, ha detto “condividiamo l’urgenza del recupero del ponte, tra le priorità evidenti per il nuovo consiglio comunale e per la nuova amministrazione subito dopo il ballottaggio”. Per questo, ha detto sempre Ciaccheri, “già stiamo lavorando a fianco ai dipartimenti incaricati delle valutazioni tecniche per il recupero di questa fondamentale opera di ingegneria stradale, per riconnettere una città tagliata in due in questo momento e per salvaguardare un’opera di straordinario valore dal punto di vista storico e architettonico che va ripristinata nella sua forma originaria. Servono procedure urgenti, il modello di Genova ci ha dimostrato che si possono trovare – ha proseguito. Su questo siamo già al lavoro ed è importante che Roberto Gualtieri sia con noi in questo passaggio così delicato e che segua attentamente tutto il percorso anche un caro amico e valido amministratore come Gianluca Lanzi candidato presidente in Municipio XI che spero presto possa entrare a lavorare in squadra per il bene del suo territorio e della città”. Ciaccheri ha poi concluso ringraziando il corpo di Polizia Locale di Roma Capitale “che si sta prodigando per intervenire sulla viabilità e trovare soluzioni alternative supportando i cittadini e le cittadine di Roma”.

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BASTA AGLI INSEDIAMENTI ABUSIVI SULLE SPONDE DEL TEVERE

È invece in programma per sabato prossimo, 9 ottobre, il sopralluogo sul posto di Daniele Catalano e Alessio Scimè, rispettivamente candidati alla Presidenza del Municipio XI e VIII, per dire basta agli insediamenti abusivi sotto al Tevere. I due politici ne hanno parlato in una nota: “Sabato 9 ottobre saremo con i cittadini di Marconi ed Ostiense in due punti diversi per sottolineare l’importanza della riapertura di questa arteria viaria e per chiedere con forza alle istituzioni un impegno nei confronti dei romani e del nostro fiume. Il Tevere – hanno incalzato i due esponenti – da troppo tempo è terra di nessuno, dove prolificano insediamenti abusivi che ledono la percezione di sicurezza della cittadinanza, oltre che poter provocare episodi molto gravi”. Parlando poi nello specifico di quanto accaduto Catalano e Scimè hanno aggiunto: “Siamo in attesa delle indagini delle Forze dell’Ordine e non vogliamo alterare i fatti, ma siamo convinti altresì che questa situazione sia inaccettabile e che il Tevere deve tornare ad essere il cuore pulsante della città. Con le nostre amministrazioni municipali ci impegniamo ad attivare tutta una serie di iniziative volte al miglioramento della sicurezza e della qualità della vita dei cittadini romani”, hanno concluso i due candidati presidenti.

APT

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