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PVQ Calderon de la Barca: torna l’attenzione, ma con quali prospettive?

A 4 anni dalla chiusura della Conferenza di Servizi nulla si è mosso sull’area dove sarebbero dovuti sorgere un asilo nido e un centro sportivo

Tratto da Urlo n.190 maggio 2021

ROMA 70 – Basta sporgersi dal parapetto di via Calderon de la Barca, a due passi dalla sede dell’AMA, per rendersi conto dello stato in cui versa l’area che avrebbe dovuto ospitare il Punto Verde Qualità Grottaperfetta. La natura ha ormai preso il sopravvento sul cantiere abbandonato da anni. Lo scheletro di cemento, che sarebbe dovuto essere un asilo, è stato più volte occupato e utilizzato come rifugio di fortuna da senza fissa dimora. Infine, nella parte più bassa dell’area c’è una vera e propria palude, creata dal raggiungimento della falda sotterranea a seguito degli scavi.

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UNA LUNGA STORIA DI DEGRADO

Per capire come mai un’area del genere sia finita nel più completo abbandono si deve ripercorrere la storia del progetto. Quello di via Calderon de la Barca è uno dei tanti PVQ mai completati sul territorio cittadino. Qui, oltre al grande parco pubblico inaugurato il 19 maggio 2012 (sul lato opposto della strada), erano previsti un centro sportivo e un asilo, iniziati e mai terminati. Con il trascorrere degli anni l’iniziativa è passata di mano in mano, subendo modifiche e riduzioni di cubature. Poi lo stop, con il cantiere abbandonato e gli scavi che hanno raggiunto la faglia dando vita a una enorme palude. Il costo complessivo dell’opera si sarebbe dovuto aggirare attorno ai 10 milioni di euro, anche se le successive varianti rendono difficile una stima precisa. Visto lo stato di abbandono, il 18 aprile del 2016 l’area era stata inserita nella Conferenza di Servizi volta a definire delle soluzioni per le varie zone in cui erano presenti PVQ mai completati. Questa conferenza in due riunioni, a luglio e settembre 2016, affrontava la questione di via Calderon de la Barca, mentre la relazione di chiusura del 10 maggio 2017 dichiarava “l’assenza dell’interesse pubblico al mantenimento degli atti”, assieme al “parere favorevole alla demolizione del fabbricato asilo nido e alla riqualificazione dell’area”. Sembrava un punto di svolta, una soluzione al clima di incertezza che aveva caratterizzato la vicenda per tutti quegli anni. Purtroppo però a quanto disposto dagli enti preposti non è mai stato dato seguito e l’area è rimasta immobile nel degrado.

LA RECENTE PULIZIA DELL’AREA

Intanto, a metà aprile, è stata effettuata la pulizia e la messa in sicurezza ad opera del Commissariato Tor Carbone e della Polizia Locale, anche a causa della presenza di alcuni occupanti nella struttura. “Da quanto apprendiamo – spiega il consigliere del M5S, Enrico Lupardini – dovranno essere realizzate nuove recinzioni e messa in sicurezza l’area occupata dal bacino lacustre, oltre che rimossi i molti rifiuti presenti. Poi – seguita – si procederà a sistemare i marciapiedi e il perimetro”. Questa pulizia è stata anche l’occasione per riprendere in mano la vicenda, e non sono mancati i commenti e le prese di posizione: “La soluzione non credo possa essere la demolizione perché verrebbe a costare troppo – commenta la consigliera Pd, Eleonora Talli – piuttosto si riqualifichi l’area e si destini il manufatto come centro di aggregazione e si tuteli l’area verde convertendola in una riserva naturale protetta“. Una posizione in parte ribadita anche dal consigliere Pd, Umberto Sposato: “Ritengo che il manufatto non debba essere abbattuto ma mantenuto per essere utilizzato dai cittadini, che avvertono notevolmente la mancanza di locali nel territorio da destinare a scopi sociali”. Dal presidente della commissione Urbanistica, il consigliere Pd, Luca Gasperini, arriva la richiesta di rimettere mano all’intero percorso amministrativo: “La vicenda di questo PVQ è molto complessa e servirà un attento esame di tutta la documentazione per sbloccare la macchina amministrativa e dare risposte ai cittadini. Certo è che non è più tollerabile questo stato di insicurezza e abbandono”.

IL DIBATTITO IN MUNICIPIO VIII

Super 8, il gruppo di maggioranza che sostiene il presidente Ciaccheri, lavora ad un atto per riaccendere i riflettori sulla vicenda e stimolare una soluzione. “Nell’atto che presenteremo a giorni – spiega il consigliere Enrico Zulli – chiederemo l’istituzione di un tavolo di confronto e di interazione con l’amministrazione e il territorio. Gli ultimi interventi di messa in sicurezza non sono risolutivi: sappiamo benissimo che senza ridare funzioni agli spazi questi tornano velocemente nel degrado”. Tra le opzioni c’è sicuramente quella di riutilizzare il manufatto, superando l’idea dell’abbattimento contenuta nella risoluzione della Conferenza di Servizi del 2017: “Vogliamo valutare tutte le strade – seguita Zulli – soprattutto quelle che consegnerebbero una struttura al territorio”.

UNA NUOVA MOZIONE IN CAMPIDOGLIO

Dalle opposizioni non sono mancate le critiche nei confronti dell’ultima pulizia effettuata sull’area: “Si tratta di un palliativo – commenta il consigliere di Fdi, Maurizio Buonincontro – Ci sono gli atti che determinano l’abbattimento della struttura e il ripristino dei luoghi, i risultati della Conferenza di Servizi ci dicono che la situazione non è sanabile. Sono passati 4 anni e non si è visto ancora nulla, né uno stanziamento di fondi né tantomeno i lavori”. Da Fdi in Campidoglio nei giorni scorsi è stata anche protocollata una Mozione per chiedere conto della vicenda, con l’intento di valutare e quantificare l’eventuale danno ambientale causato dall’interessamento della falda: “Vogliamo che siano l’Arpa e la Asl a dirci se ci sono problemi di inquinamento – affermano da Fdi – inoltre vogliamo accertarci che la creazione di una palude non abbia portato danni alla stabilità dell’area”. Anche il consigliere municipale della Lega, Simone Foglio, ha commentato duramente: “Non sarà di certo in questi pochi mesi prima delle elezioni che le amministrazioni, comunale e municipale, saranno in grado di risolvere il problema. Non mancheranno gli annunci e la passerella elettorale, ma sono promesse che cadranno nel vuoto. Sarà compito di chi uscirà vittorioso dalle prossime elezioni rimboccarsi le maniche e lavorare per superare anni di immobilismo”.

Leonardo Mancini

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