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Dopo tre anni riaprono le ludoteche del Municipio VIII

Ritorna attivo il servizio ad Ostiense e Tor Marancia, dopo lo stop del 2016 dovuto ad alcune mancanze amministrative

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Tratto da Urlo n.172 Ottobre 2019

MUNICIPIO VIII – È tornato attivo dal 1 ottobre scorso il servizio di Ludoteca municipale Ludomagicabù, in via dei Lincei 93 a Tor Marancia, assieme a quello in via Pellegrino Matteucci (nel Giardino Pisino) nel quartiere Ostiense chiamato Ludomgicadue. Entrambi gli spazi vengono finanziati con i fondi della Legge 285/79 e sono pensati per le bambine e i bambini di età compresa tra i 18 mesi e gli 11 anni. L’assegnazione è stata oggetto di un bando per un luogo che, come comunica il Municipio VIII, serve per “socializzare, giocare, divertirsi, imparare, seguire laboratori espressivi ed avvalersi del servizio di sostegno scolastico, mentre i genitori, nell’ambito del servizio di sostegno alla genitorialità, possono ricevere consulenze pedagogiche e psicologiche da personale specializzato”. Un servizio importante e molto atteso dai cittadini, soprattutto perché dal 2016 non veniva più erogato. Abbiamo fatto una cosa semplice – commenta l’Assessore municipale alla Cultura, Claudio Marotta – la giunta precedente ha chiuso un servizio storico per i quartieri Tor Marancia, Garbatella e Ostiense, mentre noi ci siamo prodigati per riaprire evitando la perdita di risorse. I risultati parlano da soli: in pochi giorni le iscrizioni sono state così numerose che dovremo raddoppiare i turni per accogliere il numero maggiore possibile di bambine e bambini”.

LA CHIUSURA DEGLI SPAZI

Il 30 dicembre del 2016 si chiusero le porte delle due ludoteche a causa della scadenza della concessione. Per ripristinare questo servizio l’allora amministrazione municipale penta-stellata predispose un bando (26 gennaio 2017), dal quale escluse però entrambe le strutture a causa della mancanza di documentazione per gli edifici (certificazione di staticità e anti-sismica), nonostante in via dei Lincei siano comunque proseguite le attività degli uffici del Consultorio Familiare. Purtroppo il bando, oneroso dal punto di vista economico, andò deserto, decretando la chiusura del servizio. Le motivazioni che convinsero gli operatori a non partecipare sono da ricercare negli oneri a carico del vincitore. Oltre a mettere a disposizione la propria sede (impensabile per la maggior parte delle realtà associative senza scopo di lucro), si sarebbe dovuto occupare della messa a norma di tutti i locali, del giardino e degli arredi. Condizioni che, con un’offerta economica di circa 47mila euro per dieci mesi, difficilmente avrebbero permesso di prendere in considerazione la partecipazione.

IL BANDO E L’ASSEGNAZIONE

Questa situazione è rimasta congelata, mentre il Municipio VIII è finito in commissariamento da parte del Campidoglio. Con la nuova amministrazione però qualcosa sembra essersi mosso. Nel febbraio scorso è stato lanciato un nuovo bando per l’assegnazione del servizio negli stessi spazi delle vecchie ludoteche, procedura che ha portato all’assegnazione e infine all’apertura. Qualche perplessità è stata però avanzata dai consiglieri locali del M5s, alcuni dei quali già parte dell’amministrazione che aveva decretato la chiusura degli spazi: “Con la presentazione del bando abbiamo deciso di fare un accesso agli atti per assicurarci che le mancanze amministrative fossero state sanate – ha commentato il capogruppo del M5s, Enrico Lupardini – Gli Uffici Tecnici allora ci dissero che non c’era evidenza di documentazione sull’agibilità e sull’antincendio. Speriamo che questi passaggi siano stati portati a termine, altrimenti siamo alla prassi di questo municipio che decide di andare avanti ad ogni costo anche a discapito della legalità e della sicurezza”.

SUPERATI GLI OSTACOLI

La replica a queste richieste di trasparenza arriva dallo stesso minisindaco Ciaccheri, che ripercorre quanto fatto su questa vicenda: “C’è stato un avvitamento burocratico da parte dell’amministrazione che mi ha preceduto rispetto alla possibilità di garantire un servizio alla cittadinanza. Una volta in Municipio abbiamo fatto di tutto per garantire un servizio essenziale del territorio che non poteva essere disperso. Abbiamo lavorato con gli uffici e predisposto una gara pubblica per la gestione dei locali, trovando le modalità con cui le ludoteche possano essere legittimate amministrativamente ad ospitare i servizi. La Direzione Socio Educativa si è occupata insieme alla Direzione Tecnica del Municipio di provvedere all’iter tecnico-amministrativo che è stato risolto”. Lo scopo di questi sforzi è certamente condiviso anche dall’Assessore Marotta: “Abbiamo deciso di puntare su elementi che questa amministrazione ritiene centrali nell’agenda di governo: garantire il diritto al gioco, sostenere la genitorialità. Assicurando alla cittadinanza personale qualificato, avendo un’impostazione educativa e metodologica che interpreti al meglio la legge 285: uno strumento che seppur datato rimane di grandissima attualità”.

Leonardo Mancini