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Roma 70: per il PVQ si procede verso abbattimento e bonifica

Per l’area di via Calderon de la Barca, da tempo in abbandono, non sembra percorribile la strada del recupero per fini sociali

Tratto da Urlo n.199 marzo 2022

ROMA 70-RINNOVAMENTO – In via Calderon de la Barca c’è un’area finita da tempo in un profondo degrado: un ex PVQ (Punto Verde Qualità) mai completato e finito nella dismissione voluta dalla Delibera del Commissario Tronca del 2016. Sull’area, a due passi dalla sede dell’Ama, insiste un manufatto non completato e soprattutto dei profondi scavi, al margine della strada, che nel tempo si sono riempiti fino a formare un “laghetto” permanente. A poco sono servite le numerose segnalazioni di cittadini e politici locali, nemmeno le periodiche bonifiche hanno fatto da deterrente al saccheggio, allo sversamento di rifiuti e alle occupazioni abusive. Ora, con una seduta congiunta delle commissioni Trasparenza comunale e municipale (presiedute rispettivamente dai consiglieri di Fdi Andrea De Priamo e Maurizio Buonincontro), si è cercato di fare chiarezza sullo stato amministrativo e sul futuro dell’area.

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LA COMMISSIONE TRASPARENZA

Dall’ex Ufficio PVQ del Dipartimento Patrimonio, presente in commissione, sono arrivate le notizie sullo stato amministrativo: dopo la Delibera Tronca una Conferenza di Servizi ha decretato che il manufatto non può essere sanato, in quanto realizzato senza autorizzazione paesaggistica in una zona sottoposta a vincolo. Dovrà quindi essere demolito (azione affidata al SIMU), mentre l’area ora è in carico al Dipartimento Ambiente. Il 15 dicembre scorso, spiegano dal Dipartimento Patrimonio, il SIMU avrebbe prodotto uno studio di fattibilità per la demolizione, con un progetto che prevede l’interlocuzione con il Dipartimento Ambiente per la bonifica e per il prosciugamento del laghetto.

LE ASPETTATIVE DEL TERRITORIO

In questi anni dalla maggioranza in Municipio VIII e dai comitati e associazioni di zona era stato immaginato il recupero del manufatto per destinarlo a scopi sociali. Una possibilità che, con l’obbligo dell’abbattimento, sembra essere definitivamente tramontata: “Vorremmo sapere cosa intende fare il Comune per recuperare l’area – afferma in commissione l’Assessore municipale all’Ambiente, Michele Centorrino – Negli ultimi tre anni abbiamo fatto diversi sopralluoghi e coinvolto anche l’Arpa per comprendere la natura del laghetto – risposte arrivate lo scorso settembre e che farebbero pensare ad acqua stagnante, non collegata quindi ad una falda sottostante, ndr – Abbiamo intenzione di chiedere un nuovo tavolo interdipartimentale per mettere un punto e tracciare una linea d’azione”, conclude l’Assessore. In risposta è la consigliera comunale Pd, Valeria Baglio, a farsi carico “di sentire gli assessori competenti e capire quali siano le modalità per rimettere in moto un meccanismo che si è interrotto”.

GUARDARE AL FUTURO DELL’AREA

Sono i due presidenti delle commissioni Trasparenza a chiudere la seduta. Il consigliere De Priamo ha sottolineato l’importanza di aver chiarito che l’immobile presente nell’area non è sanabile: “Sarebbe importante spiegarlo in modo chiaro ai cittadini e spingere per la demolizione. Poi ripenseremo al futuro dell’area, così importante anche sotto il profilo ambientale”. Sulla stessa linea il consigliere Buonincontro: “I cittadini avevano delle giuste aspettative su quel manufatto, anche a causa della carenza di luoghi d’aggregazione, ma ora è chiaro che non è sanabile – afferma – Aver fatto chiarezza almeno dal punto di vista urbanistico ci dà la possibilità di riprendere a ragionare sul futuro di questo luogo”. Al momento sono quindi due gli elementi di questa vicenda sui quali serve ancora far luce: capire a che punto sia l’iter per la demolizione del manufatto in mano al SIMU e investigare sull’impatto che la presenza del laghetto possa aver avuto sulla stabilità della strada sovrastante. Per l’abbattimento il consigliere De Priamo convocherà una nuova riunione nelle prossime settimane, mentre per l’indagine sull’acqua stagnante saranno necessarie verifiche, viste le preoccupazioni espresse anche dal Servizio Giardini municipale, presente in rappresentanza del Dipartimento Ambiente.

Leonardo Mancini

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