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San Paolo: si raccolgono le firme contro i lavori su Viale Leonardo Da Vinci

Residenti e commercianti, con il supporto di Lista Civica Calenda Sindaco e M5s, stanno raccogliendo firme contro il progetto di riqualificazione partito a febbraio

SAN PAOLO – Quella di ieri è stata una mattinata di raccolta firme in viale Leonardo Da Vinci a San Paolo, dove alcuni residenti e commercianti, con il supporto delle forze politiche di minoranza di Lista Civica Calenda Sindaco e M5S in Municipio VIII, stanno protestando contro il progetto di rifacimento del viale. Lavori partiti lo scorso febbraio nel tratto tra via Silvio d’Amico e via Valeriano, contro i quali non sono mancate le proteste soprattutto per il mancato coinvolgimento dei cittadini.

L’INTERVENTO “SPOSTATO”

Questi interventi infatti prendono le mosse da quanto approvato per la parte terminale del viale (verso via Giovannipoli) all’interno del bilancio partecipativo online del 2018. Un progetto rimodulato nel giugno 2020 (con una determina di giunta municipale non condivisa con la cittadinanza) che ha portato a far partire i cantieri prima su questa parte del viale. Il motivo, stando a quanto riferito al nostro giornale dal Presidente del Municipio VIII, Amedeo Ciacchieri, sarebbe riconducibile alle mancate analisi sulle alberature del tratto votato dai cittadini ad opera del Dipartimento Ambiente del Comune. Un ritardo che, sempre stando a quanto riferito, avrebbe potuto far perdere i 600mila euro previsti. Si sarebbe quindi deciso di far partire prima gli altri interventi, spiega Ciaccheri, assicurandosi però di avere uno stanziamento di ulteriori 600mila euro per proseguire i lavori nei prossimi mesi in direzione di via Giovannipoli. Il progetto attualmente prevede uno square centrale con posti auto a spina, intervallati da 27 nuove alberature. La percorrenza dei veicoli sarà ridotta a sole due corsie, una per senso di marcia, con marciapiedi ampliati, anche per realizzare gli stalli per i cassonetti dei rifiuti e i moli per le fermate del bus.

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LA RACCOLTA FIRME

Nella mattinata di ieri si è tornati comunque a protestare contro questo cantiere, raccogliendo circa 200 firme contro il progetto e per uno stop ai lavori. “Finalmente abbiamo ottenuto tutti i progetti e abbiamo potuto far vedere ai cittadini i lavori previsti – ha commentato il capogruppo del M5s locale, Marco Merafina, presente all’iniziativa – Tutti hanno potuto visionarlo e giudicare di persona, purtroppo con due anni di ritardo, dato che è il frutto di una decisione del 2020 non comunicata nemmeno ai consiglieri di opposizione della passata consiliatura”. Un problema questo, soprattutto perché ormai rende difficile intervenire qualora ce ne fosse la volontà politica: “Purtroppo visti i tempi – seguita Merafina – sarà difficile apportare migliorie o cambiamenti importanti, speriamo di poter incidere con delle piccole modifiche come lo spostamento dei cassonetti”. Contro il mancato coinvolgimento si sono schierati anche gli esponenti della Lista Calenda, le consigliere municipali Simonetta Novi e Caterina Benetti, assieme al consigliere comunale Dario Nanni: “È ingiustificata e del tutto impacciata la giustificazione addotta dalla giunta dell’VIII Municipio che tenta una parziale discolpa adducendo una mancanza di tempo per un confronto. Il progetto – raccontano –   è timbrato dicembre 2020 ed è stato tenuto nascosto fino al 4 gennaio 2022 quando il presidente del Municipio in una intervista al TG3 ha dichiarato che sarebbero iniziati i lavori grazie ad un progetto presentato dai cittadini nell’ambito del processo partecipativo #RomaDecide2018. Informazione fuorviante perché il progetto dei cittadini riguardava la parte opposta della strada, quella dove lo square centrale è transennato da 10 anni”.

LE CRITICITÀ SUL PROGETTO

Sono diversi i problemi avanzati dai cittadini e dalle minoranze in queste ultime settimane. Secondo gli esponenti della Lista Calenda infatti, “ci ritroveremo davanti a marciapiedi che non saranno allargati; uno square centrale grande esattamente come il tratto Casale Garibaldi – Largo Leonardo da Vinci che crea continui imbottigliamenti a causa delle soste selvagge; l’eliminazione delle due strade complanari  laterali per la sosta e due nuovi stradoni con possibilità per le automobili di andare più veloci e praticare una sistematica doppia fila; 155 parcheggi invece degli attuali 215; cassonetti e fermate dell’autobus posizionati direttamente davanti ad abitazioni e negozi”.

Leonardo Mancini

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