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Tor Marancia, la petizione dei cittadini: abbattete l’ex scuola Mafai

In attesa della realizzazione del nuovo Centro Culturale, i residenti della zona chiedono che si proceda con l’abbattimento dello scheletro in viale Tor Marancia

TOR MARANCIA – Torna l’attenzione sull’iter per la realizzazione del Centro Culturale polivalente in viale Tor Marancia, al posto dello scheletro della ex scuola Mafai. Sono i cittadini del Comitato Centro Culturale Popolare Polivalente Tor Marancia a lanciare una petizione per ottenere la demolizione dello stabile abbandonato. La struttura (una volta ricostruita) ospiterà il polo formativo del Teatro dell’Opera di Roma, oltre ad alcuni spazi destinati alle attività culturali del quartiere. Questo intervento fa parte del processo partecipativo online del 2018 per l’impiego delle risorse derivanti dalle edificazioni di piazza dei Navigatori. La proposta avanzata dai cittadini prevedeva la realizzazione di un centro culturale popolare, al quale, successivamente, si è aggiunta la partecipazione del Teatro dell’Opera.

IL PROGETTO DEL CENTRO CULTURALE

Nella giornata 15 marzo è terminata la prima fase del concorso di progettazione lanciato lo scorso gennaio, che servirà a scegliere il progetto migliore per questa struttura. Sono state 86 le proposte pervenute per il nuovo Centro Culturale popolare polivalente nel quartiere di Tor Marancia. La Commissione giudicatrice avrà il compito di selezionare le migliori 5 proposte che accederanno alla seconda fase per l’elaborazione progettuale definitiva ed esecutiva del nuovo edificio. La decisione dovrebbe arrivare entro la fine di maggio.

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ECCO COSA CONTERRÀ LA NUOVA STRUTTURA

Il nuovo edificio ospiterà il polo formativo del Teatro dell’Opera di Roma, una scuola di eccellenza nel panorama italiano per la crescita e la formazione di giovani ballerini, cantanti e musicisti. Il Centro Culturale popolare polivalente avrà al suo interno un Community Hub, uno spazio pensato per laboratori e attività formative, sale prove per la musica, luoghi per il co-working e sportelli di ascolto per tematiche sociali. L’edificio sarà dotato anche di un nucleo centrale dedicato all’arte, con spazi espositivi, e di un’aula magna per concerti e spettacoli.

LA PETIZIONE DEI CITTADINI

I cittadini del Comitato Centro Culturale Popolare Polivalente Tor Marancia hanno lanciato nelle scorse settimane una petizione online per chiedere al Campidoglio e al Municipio VIII di accelerare l’iter per l’abbattimento dello scheletro della scuola abbandonata in via Tor Marancia 103. “Sono passati ormai quasi tre anni da quando i cittadini di Tor Marancia hanno proposto la realizzazione di un Centro Culturale Popolare nell’area degradata della vecchia scuola Mafai – scrivono i cittadini – La realizzazione del Centro Culturale richiederà ancora del tempo per concludere la progettazione, fare gli appalti e avviare i lavori. Non vorremmo che si pensi di attendere allora per provvedere alla rimozione del rudere e a liberare gli abitanti da questa degradante presenza che subiamo da troppo tempo”. I cittadini del Comitato ci tengono a sottolineare lo stato di degrado in cui versa la struttura e l’intera ara che la circonda, definita “luogo di proliferazione di sporcizia e di animali che infestano le case circostanti – si legge nella petizione – Recentemente l’area è stata anche il luogo di un tentativo di stupro. Da anni gli abitanti denunciano questo stato ma non sono bastate le proteste, le segnalazioni alla ASL, le pressioni perché questo primo passo essenziale venisse fatto”.

BASTA RITARDI

Per i cittadini attendere uno stadio avanzato della progettazione del nuovo centro, prima di procedere all’abbattimento, non sarebbe un’opzione percorribile: “I fondi necessari per la demolizione e la bonifica – 400.000 euro Ndr – sono stati stanziati già due anni fa. Sappiamo che il progetto per la demolizione è pronto da tempo – seguitano dal Comitato – Durante il percorso partecipativo, gli assessori avevano assicurato che si sarebbe proceduto ad appaltare la demolizione entro la fine del 2019. Ma siamo arrivati a maggio 2021 e ancora non vediamo il cantiere. Potremmo capire un piccolo ritardo causato dalla pandemia, ma dopo due anni non ci sono più scuse”.

Leonardo Mancini

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