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Via Corinto: storia di una riqualificazione dal basso

Nuova vita per il muro delle ‘pensiline’ in via Corinto a San Paolo

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Tratto da Urlo n.174 Dicembre 2019

SAN PAOLO – “Welcome to the Roma sud” è il nome dell’evento che si è tenuto nel pomeriggio di domenica 24 novembre, che prevede la riqualificazione del muro di via Corinto numero 54, in zona San Paolo nel Municipio VIII.

Il MURO DI FELLINI

Un muro di 5,5 x 12 m, utilizzato come set da Fellini nel film “La strada”, dopo anni di abbandono e degrado, ha ripreso vita grazie alle vernici colorate dei due artisti Matteo Brogi e Emanuele Olives, in arte “Rice Grains”. Fondamentale è stato il supporto economico del pub limitrofo “Shout Sisters”, della community “The Roma sud” e di altre associazioni di quartiere che hanno aderito all’iniziativa, con il patrocinio dell’VIII Municipio, alla presenza del presidente Amedeo Ciaccheri. L’evento fa parte di un più grande progetto di riqualificazione dei muri, delle pensiline e dei marciapiedi, 500 mq tra via Corinto e via Licaonia, che prende il nome di “Giungla urbana”. Per la realizzazione i “Rice Grains”, oltre alla collaborazione di privati, Municipio e associazioni, hanno lanciato una campagna di crowdfunding online.

IL NO DEI RESIDENTI

Purtroppo però, una volta iniziati i lavori, con sorpresa per gli artisti stessi, sono iniziati gli ‘attacchi’ da parte di chi vede questo tipo di riqualificazioni come un proseguimento del degrado in cui il quartiere già vive, cioè un inno alla movida più sfrenata, alla droga, alla psichedelia, come hanno specificamente affermato. La loro resistenza si è fatta sentire neanche in maniera tanto anonima, poiché ad un certo punto del pomeriggio sono comparse persone con cartelli in mano. Le scritte erano chiare ed evidentemente contrarie all’opera che gli artisti stavano presentando. La polemica era comunque maggiormente diretta contro il sostenitore principale, le ragazze dello “Shout Sisters”, che con fondi personali hanno finanziato l’iniziativa: il pub sarebbe per i residenti colpevole del degrado della zona. “In tanti anni non mi era mai capitata una cosa del genere – ha affermato Matteo Brogi, uno dei due artisti – ho trovato una certa opposizione dei residenti, che di solito invece partecipano attivamente ed economicamente con donazioni spontanee. Ovviamente non si tratta di un quartiere intero”, ha tenuto a specificare Matteo. Infatti tanti complimenti e sostegno sono arrivati da altri abitanti della zona, soprattutto da chi vive in prossimità del muro stesso.

IL PROGETTO ANDRÀ AVANTI

Il progetto “Giungla Urbana andrà sicuramente avanti”, hanno affermato gli artisti. La campagna di ricerca fondi continuerà (nonostante tutto), cercando di coinvolgere sempre di più gli abitanti e i commercianti di zona. Solo grazie alla collaborazione della cittadinanza i nostri quartieri potranno uscire dall’oblio degli ultimi anni.

Giancarlo Pini