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Via Bartolucci 38: storia di una scuola che non c’è più

Dopo 36 anni di abbandono lo stabile versa ormai in condizioni di estremo degrado

PORTUENSE – Salendo su via Luigi Bartolucci al civico 38, dietro una pesante cancellata in ferro, si può scorgere lo scheletro di quella che ormai è una ex scuola, la Bartolucci, attiva dal 1974 al 1985 e di proprietà dell’INPS. Sull’area totale di circa 4000mq sono presenti due stabili ad un piano. “Da oltre 30 anni nel mezzo del quartiere Portuense c’è un’area totalmente abbandonata in cui, immersi nella vegetazione incolta, vi sono i resti di una costruzione utilizzata come edificio scolastico a cavallo tra gli anni ‘70 e ’80”, conferma al nostro giornale Gianluca Lanzi candidato presidente del centrosinistra nel Municipio XI. Così come spiega anche Valerio Garipoli di FDI: “Un vecchio plesso scolastico in disuso dagli anni ’80 sul quale è stato predisposto un solo e marginale intervento della Regione Lazio per un centro di avviamento professionale alla fine mai realizzato”. Stessa questione sollevata anche dai dirigenti romani della Lega Salvini Premier, Daniele Catalano, Fabrizio Santori e Monica Picca, i quali dichiarano: “Al numero 38 di via Luigi Bartolucci il degrado avanza e le strutture presenti ormai logorate e ridotte a scheletri sono da abbattere mentre i residenti ormai esasperati hanno perso la speranza nelle istituzioni, che una dopo l’altra, si sono scontrate contro un muro di gomma chiamato INPS”.

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LA STORIA DELL’EX SCUOLA

Dopo l’abbandono dello stabile nel 1985 a causa di mancanza di studenti, agli inizi degli anni ‘90 alcuni giovani del Fronte della Gioventù lo occuparono, ribattezzandolo il ‘Bartolo’, ma l’occupazione durò ben poco. Nel 2006 però l’associazione ‘Quadrato’ alla presenza di esponenti di Alleanza Nazionale, tentò di nuovo l’occupazione nel tentativo di lanciare un segnale alle istituzioni, ma tutto si concluse con un nuovo sgombero. Si cercò così di riqualificare la struttura cercando di trasformarla prima in una caserma delle forze dell’ordine, poi una scuola di cinema o un centro di riabilitazione di disabili, ma tutti i progetti finirono nel dimenticatoio.

LE POSSIBILI SOLUZIONI

È auspicabile una riqualificazione in linea con le nuove progettazioni green al fine di migliorare l’impatto dell’immobile con il territorio anziché la sua possibile esclusione dagli immobili destinati a reddito e convertito a valore strumentale”, afferma Valerio Garipoli. Per i dirigenti della Lega Catalano, Santori, Picca, è fondamentale dialogare ed imporre all’INPS, “un progetto di utilizzo di uno spazio che potrebbe essere sfruttato per ospitare i bambini del quartiere, per una Rsa per anziani o un presidio di polizia”. Rendere fruibile di nuovo tutta l’area è di nevralgica importanza anche per Gianluca Lanzi: “Da anni insieme ai cittadini stiamo chiedendo all’INPS di riqualificare questo spazio al fine di ospitare servizi per il quartiere. Nonostante il totale disinteresse di quest’ultimo, chiederemo all’istituto di promuovere un progetto di recupero che possa restituire decoro a quest’area”.

Giancarlo Pini

 

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