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Via Bartolucci 38: una storia di degrado. Ma qualcosa si muove

Dopo decenni di degrado, occupazioni ed indifferenza, forse lo stabile dell’Inps potrà essere dismesso a favore del Comune

Tratto da Urlo n.207 dicembre 2022

PORTUENSE – Al civico 38 di via Luigi Bartolucci si trova uno stabile con un giardino di 4.000 mq. La storia è ben nota a tutti i cittadini del quartiere Portuense, poiché ormai è dal 1985 che la struttura vive in condizioni di totale degrado. “Lo stabile sta lì in quelle condizioni da circa 40 anni. È stato più volte occupato nel tempo, ma al di là del fatto episodico, resta una ferita aperta che grida vendetta. È interesse di tutti avviare un percorso, coinvolgendo Municipio XI e cittadini, ma anche allargandolo alla Regione, che porti alla realizzazione di un centro di ascolto di natura sociale o sanitaria o un centro anti-violenza”, dichiara Marco Palma, consigliere municipale di Fdi.

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LA STORIA

Dal 1974 al 1985 l’edificio, di proprietà dell’Inps, è stato una scuola, la cosiddetta Bartolucci, chiusa per mancanza di studenti. Nei decenni successivi la struttura è stata più volte occupata. Ripetuti sono stati i tentativi di riqualificazione, che hanno cercato di trasformarla in una caserma, in un cinema o nuovamente in una scuola. Anche la Regione ha cercato di riqualificarla in un centro di avviamento professionale, ma tutti i progetti sono finiti in un nulla di fatto.

LA MOZIONE IN MUNICIPIO

Ma qualcosa sembra muoversi per il ‘misterioso’ stabile. “L’area di via Bartolucci, di proprietà dell’Inps, versa in condizioni di abbandono e degrado da decenni”, dichiara Gianluca Lanzi, Presidente del Municipio XI: “da tempo chiediamo di recuperare quegli spazi sviluppando progetti sociali e culturali”. Per anni infatti l’edificio è stato vittima dell’indifferenza dell’Inps e dell’impotenza della politica. “Ora sembra si muova una possibilità di dialogo”, continua il Presidente Lanzi: “auspichiamo l’apertura di un tavolo di confronto per cercare di attuare ciò che abbiamo sempre proposto: realizzazione di spazi sociali e culturali anche valutando la cessione al Comune. È una battaglia che portiamo avanti insieme ai residenti e che ci ha visto protagonisti anche in questo inizio consiliatura, con la mozione proposta ed approvata in Consiglio”. La mozione, votata all’unanimità, è quella del 10 febbraio 2022, nella quale la maggioranza chiede all’Inps un urgente intervento di bonifica, ripulitura e potatura della zona verde, ma anche di avviare un tavolo di confronto per la dismissione dell’ex scuola. Dismissione che mette tutti d’accordo, maggioranza ed opposizione. “Immobili come questo potrebbero essere ceduti e acquisiti al patrimonio comunale per essere riqualificati e utilizzati come scuole primarie, asili nido o anche un presidio della Polizia o per strutture sanitarie”, dichiarano in una nota Fabrizio Santori, Daniele Catalano ed Enrico Nacca, consiglieri Lega in Comune e Municipio XI, e Tony Bruognolo, coordinatore Lega Roma sud.

IL CONFRONTO CON L’INPS

Una mozione del settembre scorso, presentata in Assemblea capitolina da parte del gruppo di Fdi, ha portato alla convocazione della Commissione Patrimonio del 30 settembre. In questa sede è stato avviato un tavolo di confronto con l’Inps che si è reso disponibile alla dismissione di questo bene in favore del Comune, previa stima del valore immobiliare da parte di un’agenzia terza. È stata anche proposta una cessione gratuita, ma l’Istituto previdenziale non è stato disponibile. Il che è alquanto curioso, considerando l’atteggiamento d’indifferenza decennale che l’Inps ha avuto nei confronti di un suo bene, visto lo stato di abbandono in cui ha versato nel corso degli anni e nonostante allo stesso Inps risulti addirittura sconosciuta la destinazione catastale, definita ‘misteriosa’. La Commissione si è alla fine conclusa con un impegno reciproco di ritrovarsi nuovamente entro i primi mesi del 2023, solo dopo la regolarizzazione catastale dell’immobile da parte dell’Istituto. “Continueremo a seguire la vicenda nelle commissioni competenti”, concludono i leghisti, “affinché lo stabile torni a disposizione del territorio”.

Giancarlo Pini

Tratto da Urlo n.207 dicembre 2022

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