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A processo il writer “Geco” per 36 scritte nella Capitale

L’accusa è di aver imbrattato e danneggiato alcune strutture pubbliche di particolare interesse storico artistico

ROMA – Andrà a processo il writer romano conosciuto e ben riconoscibile come “Geco”. Le sue scritte compaio in tantissime zone di Roma, alle volte di grandi dimensioni come quelle lungo la banchina del Tevere, fino ad arrivare a piccole scritte a pennarello e ad adesivi facile da trovare in ogni angolo della Capitale.

LE SCRITTE INCRIMINATE

La Procura di Roma ha disposto per lui una citazione diretta a giudizio con l’accusa di danneggiamento. Sarebbero 36 le scritte sulle quali il PM Gianfederica Dito si sarebbe concentrata. Tra queste alcune delle più conosciute campeggiano sulle pareti dell’Archivio centrale di Stato, sulla banchina del Tevere a Porta Portese, all’Arco dei Quattro Venti a Villa Pamphili e nel Parco degli Acquedotti.

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L’ACCUSA

Al writer viene contestato di aver imbrattato e danneggiato alcune strutture pubbliche di particolare interesse storico artistico. Si tratta di una indagine che è partita a novembre 2020 con il Nucleo Ambiente e Decoro della Polizia Locale di Roma Capitale. Nel dibattimento, del quale si è svolta oggi la prima seduta, il Campidoglio si è costituto parte civile.

Red

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