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EUR: danno erariale per la sede della Città Metropolitana

Sulla torre pesa un danno da 89milioni di euro, che potrebbe ricadere sulle spalle di 37 accusati

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EUR – Ebbene sì. L’acquisto della torre dell’Eur da parte della ex Provincia di Roma (ora Città Metropolitana) ha costituito un danno erariale. È questa la decisione dei magistrati contabili della Corte dei Conti, che imputano a 37 persone un danno da 89milioni di euro. Gli accusati avranno ora 45 giorni di tempo per far valere le loro ragioni.

LA VICENDA

La ricerca di una nuova sede per la Provincia di Roma parte nel 2007, poi nel 2009 con Zingaretti Presidente si guarda all’immobile del gruppo Parnasi in via di realizzazione in zona Eur Castellaccio, a due passi dal Centro Commerciale Euroma2 e dalla Cristoforo Colombo. Si decide quindi di comperare la torre ‘mediante locazione con opzione d’acquisto’, nonostante l’immobile non sia dichiarato agibile. Per coprire i 263milioni di euro necessari a concludere la transazione sono però stati messi sul mercato circa 20 stabili, tutti di pregio, ma che con il tempo si sono svalutati notevolmente e in 10 casi risultano tutt’ora invenduti. Così la Corte dei Conti punta a rifarsi sugli accusati per le spese di gestione della nuova sede dell’Eur, soprattutto in merito agli affitti pagati fin quando la torre non è stata dichiarata agibile dai Vigili del Fuoco.

GLI ACCUSATI

Non solo tecnici, ma soprattutto nomi illustri tra gli accusati dai magistrati contabili. Tra questi l’attuale Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, oltre alla Sindaca Virginia Raggi. Si passa poi ai ‘numeri due’ l’attuale vice sindaca della Città Metropolitana, Teresa Zotta, e l’allora vice di Zingaretti, l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio. Tra i nomi noti anche l’Assessore Regionale Mauro Alessandri, il Capogruppo Marco Vincenzi e la deputata Patrizia Prestipino. Sul fronte del M5s, oltre ai vertici romani, anche l’attuale capogruppo Giuliano Pacetti e il suo predecessore Paolo Ferrara.

Red