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Eur: si progetta la riapertura di un mini-Museo della Civiltà Romana

Ritardi per il Planetario, la fine dei lavori slitta da ottobre a febbraio prossimo

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Tratto da Urlo n.180 Giugno 2020

EUR – Il 10 giugno si è aperto un nuovo capitolo nella vicenda del polo museale dell’Eur. L’occasione per avere notizie sulla riapertura del Planetario e del Museo della Civiltà Romana, è stata la Commissione Capitolina Cultura presieduta dalla consigliera del M5S, Eleonora Guadagno. Nel corso degli ultimi mesi sono state diverse le sedute che si sono concentrate su questa vicenda, sulla quale in questi anni non è mai calata l’attenzione dei cittadini.

LA VICENDA

Il 28 gennaio del 2014 le sale del Museo della Civiltà Romana, del Planetario e del Museo Astronomico dell’Eur, hanno smesso di accogliere i visitatori per procedere agli impellenti lavori di adeguamento, necessari per rendere sicuro il luogo di lavoro dei dipendenti della struttura. Ma a tre anni dalla chiusura l’iter sembrava essersi bloccato, così la vicenda era tornata sotto i riflettori grazie al lavoro di un gruppo di cittadini che avevano iniziato ad incalzare le istituzioni attraverso la pagina Facebook ‘Riapriamo il Museo della Civiltà Romana’. Fino allo scorso febbraio, quando avevamo dato la notizia della possibile riapertura ad ottobre prossimo del Planetario (spostato in questi anni in altra sede), mentre per la sala del Plastico della Roma Imperiale (appartenente al Museo della Civiltà Romana) si sarebbe dovuto attendere perlomeno il 2021. Poi è arrivata l’emergenza sanitaria, il lockdown e con esso un prevedibile rallentamento dell’iter.

LA RIAPERTURA DEL PLANETARIO

A quanto riferito in commissione, infatti, proprio a causa dell’epidemia di Covid19, si sono allungati i tempi per la riapertura del Planetario. Tra bando, gara e aggiudicazione i necessari procedimenti amministrativi sono appena terminati e il cantiere potrebbe aprire soltanto il prossimo agosto. “Come sospettavamo tutti, il lockdown ha rallentato i processi – spiegano dal gruppo Facebook Riapriamo il Planetario di Roma – Ma partiamo dalle buone notizie: è stata finalmente assegnata la gara per i lavori straordinari. Quindi, entro la fine di luglio 2020, dopo le opportune verifiche, secondo i responsabili, verrà firmato il contratto ed entro i primi di agosto inizieranno i lavori che avranno una durata di sei mesi. Conti alla mano, la riapertura del Planetario slitterà a febbraio 2021”. Anche se, verosimilmente, bisognerebbe poi tener conto dei tempi di collaudo (due mesi circa) e delle possibili proroghe ai lavori.

NUOVO PROGETTO PER IL MUSEO CIVILTÀ ROMANA

Novità positive, seppur con tempi comunque lunghi, anche per l’altra porzione del Polo museale dell’EUR, che comprende le sale del Museo della Civiltà Romana. Lo scorso febbraio le notizie arrivate dalla Commissione Cultura non erano state delle più favorevoli. Si era arrivati alla conclusione che per rendere nuovamente fruibili tutte le sale del Museo sarebbero serviti ancora diversi milioni di euro (si ipotizzava tra i 10 e i 12). Si era quindi guardato con favore all’ipotesi di riaprire la sola sala del Plastico della Roma Imperiale (costo stimato 600mila euro). Ora, fanno sapere Elisabetta Rossi, dell’Associazione Conosciamo l’Eur, e Maurizio Sciarra, del gruppo Riapriamo il Museo della Civiltà Romana, presenti in commissione, l’Architetto della Sovrintendenza incaricato ha stilato un progetto che va oltre le aspettative dei cittadini: “Un lavoro lodevole: noi chiedevamo intanto la riapertura della Sala del Plastico – conferma Sciarra – ma, immaginando che passerà molto tempo prima che l’intero Museo potrà tornare ad ospitare i visitatori, hanno pensato alla riapertura anticipata di un mini-Museo”. Apertura che, nell’idea progettuale, riguarderebbe l’intero piano del Plastico, anche per visitatori con disabilità, comprese due sale attigue che potranno ospitare alcuni reperti del Museo. Naturalmente questa ipotesi avrebbe un costo più elevato: “All’interno della sala si intende sostituire le tubazioni, che oggi fungono da parapetto e costituiscono di fatto un’ostruzione ottica, con dei cristalli, nonché, ovviamente, tinteggiare le pareti che raggiungono altezze notevoli – afferma la Presidente Guadagno – Per la parte didattica è allo studio una sorta di spettacolarizzazione della visita al plastico, con proiezioni alle pareti. Solo dopo l’avvenuta consegna del progetto, con il computo metrico, sarà possibile pensare alle coperture finanziarie, per un importo che già si può stimare attorno ai 900 mila euro”. Qualora questi fondi venissero inseriti nel prossimo adeguamento di bilancio comunale di settembre, si potrebbe dare il via all’iter per la gara che, nelle speranze dei cittadini, arriverebbe prima delle prossime elezioni amministrative del 2021. Questi costi potrebbero anche essere ulteriormente abbattuti, riorientando quanto risparmiato (circa 100mila euro) dall’appalto per i lavori fin qui eseguiti sulla struttura, come l’impermeabilizzazione del tetto dietro il colonnato della piazza (intervento in partenza a breve).

ALLA RICERCA DI UN MECENATE

“Questa nuova idea progettuale – seguita Sciarra – è molto ambiziosa e potrebbe attirare l’interesse di investitori e mecenati privati”. L’invito dei cittadini, ormai un leitmotiv delle Commissioni Cultura su questo tema, è quello di cercare un coinvolgimento esterno, a partire dalle grandi società che hanno la loro sede nel Pentagono dell’Eur. Una richiesta che prende spunto anche dalle preoccupazioni relative al vincolo che ricade sul Polo Museale, in scadenza nel 2032. Questo era stato imposto nel 1942 dal finanziatore dell’opera, il Senatore Agnelli, che donò l’edificio all’allora Ente Eur con il vincolo di ospitare al suo interno un Museo per 90 anni, termine oltre il quale la struttura tornerebbe nelle disponibilità di Eur Spa.

Leonardo Mancini