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Finisce un’era: addio all’ “Estate Romana” per dare il via a “Romarama”

Un nuovo palinsesto di eventi fino al 20 dicembre. Raggi: "Non sono cambiati i valori dell'Estate Romana ma sono cambiati i tempi". Forti le critiche delle opposizioni: "Raggi cancella storia ed identità"

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ROMA – Era il 1977 quando l’assessore capitolino Renato Nicolini istituì l’Estate Romana: una lunga programmazione di eventi all’aperto negli splendidi scenari della Capitale che durasse per tutto il periodo estivo. Erano gli anni di piombo, il terrore e la paura avevano tolto ai cittadini la voglia di vivere la città e la sfida di Nicolini fu proprio quella di riportare la città eterna ad essere ripopolata dalla sua gente. Una sfida riuscita, perché l’Estate Romana da allora divenne un appuntamento capitolino immancabile per romani e non, un evento che nessuna amministrazione ha mai messo in dubbio. Fino al 19 giugno 2020, quando il Sindaco Raggi e il vicesindaco Bergamo hanno messo la parola fine ad una tradizione quarantennale per presentare un nuovo palinsesto di eventi dal nome “ROMARAMA, l’arte che muove la città”.

ROMARAMA

“Il suffisso rama deriva dal greco e vuol dire guardare, il nome non è propriamente bellissimo, me ne assumo la responsabilità, ma ricorda il cinerama” spiega Bergamo, che prosegue: “Il bando dell’Estate Romana di oggi ormai non aveva più nulla a che fare con quello che era il contenitore iniziale. Oggi viviamo un momento specifico che ci spinge a lanciare un messaggio che dice ‘il palinsesto culturale dura tutto l’anno’. È come se l’Estate Romana avesse conquistato tutto l’anno”.  A supporto della scelta anche la Sindaca Raggi: “È un nome di impatto. Abbiamo sentito l’esigenza di un nuovo nome, non tanto perché siano cambiati i valori dell’Estate Romana quanto perché sono cambiati i tempi, abbiamo pensato ad un contenitore che durasse tutto l’anno”.

CRITICHE AL VELENO DALLE OPPOSIZIONI

Una scelta non accolta certo con entusiasmo. Dai commenti degli utenti sulla pagina Facebook del Comune alle dichiarazioni dei vari esponenti politici nell’ambiente romano, sono molte le critiche di una scelta che paga, principalmente, il prezzo di aver cancellato una tradizione romana apprezzata da tutti. “L’Estate Romana ha rappresentato per anni un punto di riferimento per romani e turisti, un evento che ha fatto storia e da riferimento in Italia e in Europa sin dalla sua nascita. Dovevano arrivare i 5 Stelle, i nuovi barbari del terzo millennio, per uccidere una creazione geniale del 1977 e che ogni amministrazione succedutasi ha cercato di migliorare ed arricchire, mai nessuno si sarebbe sognato di cancellarla”, dichiarano Federico Rocca, responsabile romano degli enti locali di Fratelli d’Italia, e Alberto Mariani, consigliere di FdI del Municipio XIV e attuale Presidente delle Commissione Scuola Cultura e Sport del Municipio. Non più teneri gli esponenti del centro sinistra romano Andrea Casu, segretario del PD Roma e Gioia Farnocchia, responsabile dem di Roma Creativaè un atto gratuito che sottrae alla città una manifestazione che dal 1977 ha avuto la forza di rappresentare tutti, superando colori e appartenenze, per portare avanti con un nuovo nome il nulla che questi 4 anni di amministrazione Raggi hanno purtroppo rappresentato in ambito culturale. Non permetteremo questo ennesimo oltraggio alla storia e al futuro della Capitale, insieme ai nostri eletti ci batteremo in ogni sede per impedirlo”.  Anche il capogruppo della Lega Davide Bordoni non usa mezzi termini “Alla Giunta questa idea è venuta svagandosi con il termine ‘orama’ – ‘veduta’ che sostituisce l’Estate romana, con il simbolo di un gatto, credo in tangenziale, che sloggia la Lupa capitolina dal suo posto. Evidentemente chi gioca con le parole trascura l’importanza di altre e del loro significato. ‘Tradizione’ non è un caso che abbia la stessa derivazione della parola ‘tradimento’. Così una tradizione intrapresa nel 1977 trova il suo tradimento in chi vuole innovare senza rinnovare in uno scenario che da Tiberis in poi, la spiaggia sul Tevere, aveva perso già del suo smalto è proprio la romanità che va difesa e non la bislacca ‘veduta’ dei 5stelle”.

Marta Dolfi