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Firmato il protocollo per la candidatura dell’Appia antica all’Unesco

I circa 900 km di tracciato da Roma a Brindisi potrebbero entrare nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco

ROMA – È arrivata il 10 gennaio la firma, alle Terme di Diocleziano, del Protocollo di intesa per la candidatura del sito “Via Appia. Regina Viarum” nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco. Questa candidatura è stata annunciata il 1 ottobre scorso a Firenze dall’allora Ministro della Cultura, Dario Franceschini, che annunciava in questo modo l’iniziativa: “Si tratta di una grande operazione di tutela e valorizzazione a livello globale di uno straordinario patrimonio culturale del Sud Italia, una via che per millenni ha unito Oriente e Occidente e lungo la quale la cultura greca ed ellenistica è penetrata nella romanità”.

LA CERIMONIA A ROMA

Alla cerimonia della firma del protocollo sono intervenuti, tra gli altri, il Sottosegretario al MiC, Gianmarco Mazzi; il presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, mons. Pasquale Iacobone; il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi; il presidente vicario della Regione Lazio, Daniele Leodori; l’assessore al Turismo della Giunta Regionale Campania, Felice Casucci; la delegata alle politiche culturali della Regione Puglia, Grazia Di Bari e l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor. Il progetto, promosso direttamente dal Ministero della Cultura attraverso i suoi uffici centrali e periferici, coinvolge 4 Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 12 tra Province e Città Metropolitane, 73 Comuni, 15 Parchi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e 25 Università italiane e straniere. “La Via Appia è un esempio della grandezza romana, la prima via pubblica e il prototipo, anche dal punto di vista tecnico, di altre strade che hanno poi costruito i romani. Ma è anche molto di più, era un crocevia culturale, parte del sistema culturale e sociale del mondo romano: questa era forse la sua importanza principale e questo sarà l’aspetto sul quale puntiamo – ha detto il Sottosegretario Mazzi. “Il Ministero ha già investito 19 milioni di euro in restauri, conservazione e per la preparazione del fascicolo. Speriamo di farcela. Quando gli italiani giocano uniti, nessun risultato è impossibile”.

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A QUANDO LA DECISONE?

I prossimi passi di questa candidatura prevedono una prima valutazione presso il Consiglio direttivo della Commissione Nazionale Italiana Unesco il 20 gennaio prossimo. Dopo questo passaggio la richiesta con il dossier scientifico, accompagnato dal Piano di gestione del sito candidato, sarà inviata a Parigi per la decisione definitiva sull’inserimento o meno nella lista dei siti Patrimonio Mondiale Unesco.

AC

 

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