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Forlanini: quali sono i piani della Regione Lazio?

Pisana: no alla riapertura come ospedale, al lavoro per la Cittadella della Pubblica Amministrazione

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Tratto da Urlo n.178 Aprile 2020

MONTEVERDE – Sul Forlanini la domanda da anni è sempre la stessa: quale sarà il suo futuro? Queste settimane, in un’Italia alle prese con un’emergenza sanitaria senza precedenti e con gli ospedali al collasso, l’argomento è tornato attuale. E mentre si leva forte la voce di chi chiede la riapertura della struttura attraverso una petizione online che ha superato le 100mila firme, la Regione esclude che l’ex nosocomio possa riaprire con funzione ospedaliera.

LA PETIZIONE

Ha sostenuto quanto richiesto all’interno della petizione la prima cittadina della capitale, Virginia Raggi, che ha detto: “Bisogna riaprire tutti gli ospedali di Roma. La sanità pubblica va rafforzata e non penalizzata”. Quella di una possibile riapertura del Forlanini è stata definita dalla Regione una “fake news” e l’intervento della Sindaca è stato fortemente criticato dall’Assessore alla Sanità regionale, Alessio D’Amato, che ha definito la posizione sostenuta dalla Raggi “strampalata e senza senso. Riattivare una struttura come il Forlanini richiederebbe mesi, forse anni”, ha detto D’Amato. Per far fronte all’emergenza Coronavirus, ha concluso, “servono risposte immediate”. Diverso il parere di Fabrizio Santori, dirigente regionale per la Lega: “L’unico progetto reale, utile per il territorio (lo spostamento in una delle palazzine della Caserma dei Carabinieri di Monteverde, ndr), è in alto mare. Nel frattempo l’edificio è abbandonato e si continuano a pagare i costi della sorveglianza”. La funzione sociosanitaria della struttura deve essere salvaguardata, sostiene Santori, che in merito al coinvolgimento del Forlanini nella gestione dell’emergenza Coronavirus ha detto: “La Regione ha istituito molti centri Covid nella città, alcuni in strutture private. I soldi spesi potevano essere investiti sul patrimonio pubblico e sul Forlanini”, come rendimento per il futuro “che sarebbe rimasto ai cittadini della Regione Lazio”. Non tutto il Forlanini per Santori sarebbe inutilizzabile, infatti, accanto agli spazi fatiscenti, dice, ne esistono altri che potevano essere adibiti allo scopo.

IL FUTURO DEL FORLANINI

Intanto il percorso della Regione per la valorizzazione dell’immenso patrimonio immobiliare va avanti, fanno sapere dalla Pisana. Il Forlanini, ci dicono dall’Assessorato al Patrimonio regionale, è fuori dalla programmazione sanitaria, ma non è un bene dimenticato e il lavoro della Regione per restituire vita e funzionalità alla struttura prosegue: “La posizione della Regione sul Forlanini non cambia”, ha detto l’Assessorato che ha parlato di una memoria di Giunta di dicembre 2019 all’interno della quale si fa riferimento al lavoro che la Pisana sta conducendo. Il documento, che nelle ultime settimane ha dato adito a non poche polemiche, ha detto l’Assessorato “prevede proprio un accordo tra il Governo Italiano, l‘IFAD (Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo) e il WFP (Programma Alimentare Mondiale)”. Quanto scritto nella memoria è coerente con il percorso di valorizzazione dell’ex complesso ospedaliero Forlanini fin qui portato avanti, assicurano dalla Pisana: “Consente infatti di attuare ciò che la Regione ha sostenuto in questi anni e cioè di concretizzare una riqualificazione complessiva dei 170mila mq, lasciando in gestione alla Regione solo una porzione”, che è stata oggetto di una consultazione pubblica. Ricordiamo infatti che i cittadini sono stati chiamati ad esprimere la loro opinione a riguardo attraverso il portale Nuova Vita per il Forlanini. La consultazione si è chiusa a gennaio del 2018 ed è prevalsa la volontà di destinare quegli spazi a servizi di interesse pubblico negli ambiti sociosanitario, sociale, culturale e funzioni di pubblica amministrazione. “L’accordo – ha proseguito l’Assessorato – mette in campo degli attori internazionali interessati a realizzare il progetto originario di una Cittadella della Pubblica Amministrazione, con sedi di rappresentanza internazionali. Inoltre questo progetto, basandosi su uno studio di fattibilità e analisi a 360 gradi, consentirà di analizzare le questioni di natura urbanistica, tecnica ed economica”. Ancora niente di definito quindi: al momento sarebbe in atto solo uno studio volto a verificare se sussistano o meno le condizioni per procedere in questa direzione.

CASERMA DEI CARABINIERI

Per ora l’unica cosa certa per il Forlanini sembra lo spostamento all’interno di una delle palazzine del complesso della Caserma dei Carabinieri di Monteverde. Della questione si parla da molti anni e il progetto sta tardando a realizzarsi a causa di alcuni intoppi. Dopo il via libera della Soprintendenza ai lavori sull’edificio, per iniziare le opere si attendeva la sentenza del Tar rispetto a un ricorso che impediva l’aggiudicazione della gara per i lavori. Il Tribunale, ha detto la Regione, ha respinto la richiesta e questo ha permesso di andare avanti nell’iter. I lavori sulla palazzina sono iniziati poco prima che esplodesse la pandemia in seguito alla quale si sono dovuti fermare.

Anna Paola Tortora