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Incendio Malagrotta: le reazioni tra rischi per la salute e ritardi sui rifiuti

In molti nella Capitale guardano con timore ai rischi ambientali e alla crisi nella raccolta dei rifiuti che si potrebbe profilare nelle prossime settimane

ROMA – Con l’incendio all’interno degli stabilimenti di Malagrotta non sono mancate le reazioni da parte della politica locale e romana. Naturalmente i commenti si sono concentrati sui rischi ambientali e per la salute dei romani, così come sulle difficoltà che si prospettano per il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti nelle prossime settimane.

RACCOLTA RIFIUTI A RISCHIO

Parlano di emergenza rifiuti in vista i due consiglieri comunali penta-stellati Daniele Diaco e Antonio De Santis, anche facendo riferimento agli incendi del Salario e di Rocca Cencia: “Come fu per gli incendi al Tmb Salario e a quello di Rocca Cencia, il rogo al Tmb di Malagrotta rischia di mettere in ginocchio la raccolta dei rifiuti a Roma. La situazione desta notevole preoccupazione: è già allarme diossina e il sindaco ha dovuto chiudere gli asili nel raggio di 6 chilometri. È, insomma, doppio allarme: per la salute dei cittadini e per la questione ambientale collegata alla raccolta dei rifiuti”. I 5Stelle hanno poi ricordato quanto avvenuto nel 2018 dopo l’incendio del Tmb Salario. In quell’occasione, scrivono, “fu tutta una gara a chi scagliava per primo la pietra contro l’allora amministrazione Raggi. Purtroppo oggi la storia si ripete: ma noi non faremo come loro, noi non getteremo la croce sull’attuale amministrazione, anzi ci rendiamo disponibili a cooperare per superare quanto prima l’emergenza – e ancora – Servono soluzioni sostenibili e di buon senso, e servono subito”.

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Parla invece di “un disastro annunciato” il consigliere comunale della Lega, Fabrizio Santori: “Siano la Procura e i nuclei dei Carabinieri ad accertare le gravi responsabilità del Campidoglio e della Regione per il disastro ambientale causato dall’incendio al Tmb di Malagrotta, usato in questi mesi a ritmi serrati per smaltire i rifiuti della Capitale”.

BASTA IMPIANTI NELLA VALLE GALERIA

Il Consigliere comunale di Europa Verde, Nando Bonessio, è tornato in queste ore a chiedere l’applicazione della Legge Regionale n.13 del 2019, presentata allora dal Consigliere di Europa Verde Marco Cacciatore, che eliminerebbe qualsiasi previsione di nuova impiantistica nella Valle Galeria, dichiarandola “zona ad alta criticità per crisi ambientale”. La normativa prevede che la perimetrazione dell’area sia effettuata con una delibera della Giunta regionale, in base ad una relazione preliminare predisposta dagli uffici competenti, sentita l’ARPA e il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale. Una volta accertato l’alto livello di inquinamento ambientale, la zona deve essere chiusa e non può più essere utilizzata per allocare qualsiasi altro impianto di tipo industriale. “Mi chiedo: l’assessore regionale ha dato il via a questa procedura? Se sì, a che punto siamo?”, commenta Bonessio che sottolinea come la Giunta Comunale abbia invece “deliberato di destinare a Casal Selce, area che ricade nel comprensorio di Malagrotta, un biodigestore che prevede la presenza di serbatoi di biogas da trasformare in metano”. Il Consigliere Bonessio ha poi proseguito sostenendo come sia più importante procedere speditamente sulla differenziata (e quindi su piccoli impianti a basso impatto ambientale) piuttosto che pensare al termovalorizzatore annunciato da Gualtieri: “Quando parliamo di mega impianti che lavorano tra le 600 e le 700 mila tonnellate di rifiuti annui, questi rappresentano sempre un grande pericolo per l’ambiente e per la salute, trasformando i territori in vere e proprie potenziali bombe ad orologeria – conclude Bonessio – L’incendio di Valle Galeria è un ulteriore, ennesimo segnale che l’idea di costruire un inceneritore che tratta rifiuti non differenziati non solo non è la soluzione ma è una pessima idea da abbandonare, e anche in fretta”.

SUPERARE LA CRISI

Preoccupazione è stata espressa in una nota dal gruppo capitolino della Lista Civica Calenda: “Il terzo rogo in 4 anni, dopo quelli del TMB Salario e Rocca Cencia, ci inducono ad una riflessione. È importante far luce al più presto e per questo confidiamo nel lavoro dell’autorità giudiziaria. È importante dare una risposta, data la collocazione centrale degli impianti stessi all’interno del cosiddetto ciclo dei rifiuti di cui parliamo ormai da mesi. La realizzazione del termovalorizzatore supererà per sempre la necessità dei TMB. Al tempo stesso chiediamo che sia avviata l’attività di bonifica della discarica di Malagrotta“.

DAI TERRITORI

I presidenti dei municipi interessati dall’incendio e dall’Ordinanza di Gualtieri sono fin da subito in prima linea per informare i cittadini. Già nelle prime ore dopo il rogo il Presidente del Municipio XI, Gianluca Lanzi, parlava di “un disastro ambientale di dimensioni incalcolabili”, mentre il suo omologo al Municipio XII, Elio Tomassetti, commentava: “È stata una lunga notte, dove abbiamo partecipato a una riunione fiume con la Protezione Civile, con l’assessora Sabrina Alfonsi e i presidenti Sabrina Giuseppetti e Gianluca Lanzi”.

Dal XII Municipio sono poi il Vice Coordinatore romano di FI, Pietrangelo Massaro e il Responsabile della Consulta Ambiente, Piergiorgio Benvenuti, a rivolgersi direttamente al Sindaco: “In attesa degli inquirenti per stabilire le cause, chiediamo che l’amministrazione Gualtieri prenda immediatamente provvedimenti concreti per non far ricadere sull’intera Capitale una ulteriore emergenza rifiuti”.

Dal Municipio XI intanto arriva un primo Esposto sulla vicenda, firmato dal Consigliere Municipale di Fdi, Marco Palma. Nel documento indirizzato al Sindaco, ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri del NOE, all’ARPA Lazio e alla ASL Roma3, il consigliere ha chiesto di avere accesso a tutti i dati relativi alla vicenda, compresi i dati sulla qualità dell’aria, eventuali carenze sulla sicurezza degli impianti riscontrate negli ultimi quattro anni e sull’opportunità o meno di effettuare uno screening sanitario tra i residenti del quadrante.

“È evidente che tutto questo avrà una ricaduta sulla raccolta dei rifiuti per lungo tempo – commentano in una nota il Consigliere Palma e il Consigliere Regionale di Fdi Massimiliano Maselli – Sono da verificare gli adeguamenti alle norme di natura tecnica e di sicurezza sul lavoro dello stabilimento (sotto l’amministrazione giudiziaria dal 2018) e se e come abbiano funzionato i servizi previsti per quanto determinato dalla normativa Seveso2 e ssmm sull’intero quadrante ad evidente rischio di incidente industriale – e ancora – Resta prioritario per Fratelli d’Italia non affrontare la fase della pianificazione del ciclo dei rifiuti sul clima emergenziale ma restando fermi sulla individuazione della migliore strategia tecnologica possibile”.

In una nota congiunta gli esponenti locali di Fdi hanno poi aggiunto: “Riteniamo opportuno che vi sia un’attività informativa e preventiva con forme di attività a beneficio dei cittadini e residenti – commentano il capogruppo Valerio Garipoli e i consiglieri Palma, Calzetta e Borsari – Se consideriamo che l’area è da circa quattro anni in amministrazione giudiziaria è necessario approfondire ogni punto. Resta la nostra richiesta per uno screening sanitario nella zona a rischio così come una verifica sulla tracciabilità degli alimenti di diversa natura”.

Sempre dal Municipio XI i consiglieri del Carroccio, Giovanni Picone ed Enrico Nacca, hanno commentato: “Chiediamo sia fatta piena chiarezza e che si cominci a lavorare da subito per risarcire i danni subiti da tutta l’area ovest della città. Si tutelino i residenti avviando un piano di monitoraggio ambientale serio su tutto il territorio, verificando e proteggendo in particolare le condizioni delle persone più esposte al disastro”.

LeMa

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