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Lazio Nuoto: il Municipio VIII chiede di sospendere il bando

La società che gestisce l'impianto di San Paolo ha fatto ricorso al Tar contro il nuovo bando, mentre la Giunta di via Benedetto Croce chiede alla Sindaca la sospensione in autotutela

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SAN PAOLO – Sulla vicenda che in queste ultime settimane ha interessato il centro sportivo comunale di via Giustiniano Imperatore, gestito dalla Lazio Nuoto, sarà il Tar a decidere. Dopo l’avvio di un bando per l’assegnazione da parte di Roma Capitale, e uno scontro piuttosto acceso tra i gestori e l’amministrazione consumato quasi completamente sui social, anche l’incontro del 5 marzo scorso non ha dato i risultati sperati. Entrambe le parti sono rimaste sulle rispettive posizioni, lasciando quindi ai giudici del Tribunale amministrativo, ai quali si sono rivolti i gestori, l’onere di dirimere la controversia, senza dimenticare che intanto l’iter del bando procede.

LA SOSPENSIONE IN AUTOTUTELA – Un nuovo tassello di questa vicenda è rappresentato dalla richiesta da parte della Giunta del Municipio VIII per l’annullamento in autotutela del bando in questione. Un atto che il Presidente, Amedeo Ciaccheri, questa mattina ha inviato alla Sindaca Raggi: “La nostra città ha coltivato negli anni un’idea di sport quale strumento di protagonismo ed emancipazione – scrive Ciaccheri rendendo noto l’atto inviato alla Sindaca – Le scelte del Campidoglio sui criteri dei nuovi bandi per gli impianti sportivi comunali vanno in un’altra direzione: nessuna importanza alla qualità del progetto sportivo, nessuna tutela per i lavoratori del mondo sport – e ancora – Chiediamo la sospensiva affinché il bando sia conforme alle disposizioni del nuovo Regolamento, cosicché alla gara possano partecipare tutte le realtà che si occupano di sport di base e non solo quelle multinazionali che pensano unicamente al profitto”.

LA VICENDA – L’inizio della gestione da parte della polisportiva risale a 34 anni fa e fin da allora la Lazio Nuoto ha avuto il merito di arricchire costantemente il suo medagliere, collezionando vittorie in tutte le specialità. Al fianco dell’attività agonistica però c’è da sempre l’impegno sullo sport di base e per le categorie più fragili. Tutti elementi che, secondo la società, dal bando non sarebbero stati tenuti in considerazione. Il lancio della procedura è arrivato il 16 gennaio scorso, proprio mentre la società lavorava a un project financing sotto indicazione dell’amministrazione capitolina. “È stato necessario procedere – si legge in una nota del Campidoglio – in quanto la concessione dell’impianto era scaduta e senza richiesta di prolungamento”. In quell’occasione l’Assessore allo Sport, Daniele Frongia, ha parlato di trasparenza nelle assegnazioni: “Un nuovo passo che riporta la trasparenza al centro dell’azione amministrativa del Comune. Iniziamo il 2019 con il passo giusto, dobbiamo mettere a bando il più alto numero di impianti in scadenza, scaduti o chiusi, dando ai cittadini la possibilità di usufruire di spazi sportivi adeguati e di livello. Questo è solo il primo bando previsto per il 2019, ne seguiranno a breve altri”. La società sportiva ha immediatamente sottolineato la presenza di numerose altre realtà (più di 70) con convenzioni scadute da diversi anni, sulle quali però l’amministrazione avrebbe glissato. Inoltre tra i motivi di contrarietà a questo bando ci sarebbe anche lo scarso punteggio attribuito alla pratica dell’agonismo (3 punti) e all’impegno sociale (5 punti), mentre per l’offerta economica sono riservati il 30% dei punti. “Il bando sopprime l’interesse pubblico che sta nell’affidare un impianto a chi può gestirlo al meglio – ha commentato Massimo Moroli, Presidente della SS Lazio Nuoto in un recente incontro in Municipio VIII – Qui si affida la valorizzazione al giudizio di una commissione con completa discrezionalità, con parametri di valutazione che saranno espressi su delle promesse. Noi crediamo debba essere valutata la realtà e la storia”.

LE POSIZIONI – La società ha quindi presentato un ricorso al Tar sul quale si giocherà il futuro di questo bando che l’amministrazione è comunque convinta di non ritirare in autotutela. “Se ci fosse un motivo valido per tornare indietro potremmo pensarci”, ha detto il Presidente della Commissione capitolina Sport, Angelo Diario durante un incontro in Municipio VIII. “Qualora dovesse emergere un elemento oggettivo si potrebbe tornare indietro. Non avrei scelto questo impianto per il primo bando – ha proseguito il Consigliere 5 Stelle – ma avrei dato priorità alle strutture chiuse”. Un tentativo di mediazione è stato portato avanti anche dal Minisindaco Amedeo Ciaccheri alla vigilia del sit-in organizzato dalla Lazio Nuoto in Campidoglio: “Oggi rischiamo che si perda qualità nell’offerta sportiva e che non si tenga in considerazione la storia di esperienze come quella della Lazio Nuoto – afferma Ciaccheri – Serve favorire lo sport di base e popolare anche come trampolino per l’attività agonistica oltre che come collante del nostro tessuto sociale”. Vicinanza alla società sportiva è stata espressa anche dal Consigliere di FI, Simone Foglio, che ha stigmatizzato la volontà dell’amministrazione di procedere: “È strano che il M5S punti ad aprire il 2019 proprio con la messa a bando di una struttura così importante per il quartiere. La società negli anni si è distinta nella preparazione di atleti di altissimo livello – aggiunge il Consigliere forzista – Non capiamo i motivi di questa accelerazione, quando ci sarebbero ben altre situazioni da prendere in considerazione e da mettere finalmente a bando”.

Leonardo Mancini


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