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Lucha y Siesta: l’atac chiede lo sgombero, la casa delle donne resiste

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ROMA – L’azienda di trasporto pubblico del Comune di Roma, da anni soffre di una grave situazione finanziaria, per sanare il debito verso i suoi creditori, intende vendere il suo patrimonio immobiliare, nello specifico 15 compendi. Tra questi, il centro antiviolenza “Lucha y Siesta” che si trova vicino la fermata metropolitana di Lucio Sestio, collocato all’interno di uno stabile di proprietà dell’Atac, il quale è compreso nel piano di rientro industriale. Ad oggi è quindi in vendita la “ex” sottostazione ferroviaria Cecafumo per 2,5milioni di euro, la quale deve essere “liberata” per poter essere successivamente venduta.

LO STABILE – Nel 2008, l’ex stazione Cecafumo era un edificio fatiscente completamente abbandonato a sé stesso, probabilmente già da molto tempo prima. Due piani con giardino che le volontarie hanno completamente ripulito dandogli una nuova vita, armate di buona volontà lo hanno ristrutturato a proprie spese. Hanno creato uno spazio che potesse essere utilizzato da tutti, da adulti e bambini. Per i primi nella creazione di sale dove poter imparare lingue e mestieri con serenità, per i secondi, spazi dove potersi sentire al sicuro e giocare in armonia. Ad oggi il centro ospita 13 donne, ma il pensiero va anche a tutte le persone che potrebbero necessitare di un aiuto futuro, in uno senario romano che rasenta già il fatiscente in quanto a servizi per la comunità.

LA STRUTTURA – In 11 anni Lucha y Siesta, grazie alle sue volontarie, ha assistito 1200 donne vittime di violenza domestica, ha ospitato dando un rifugio sicuro all’interno dello stabile a 140 donne e 60 bambini. Ogni estate viene organizzata una rassegna cinematografica, con un’affluenza di circa 200 persone ad evento, a simbolo di come il centro non sia un punto di riferimento unicamente per le donne, ma per tutto il quartiere. All’interno dello stabile vi è un centro popolare di psicologia clinica, dove si fa ascolto psicologico non solo alle donne che vivono all’interno, ma anche ai residenti della zona. Lucha y Siesta ha una stanza dei giochi per bambini ed una biblioteca, la quale funge inoltre da aula studio. Fin dall’apertura dello stabile, le volontarie hanno tentato una mediazione con le amministrazioni locali nella speranza di regolarizzare le condizioni del centro, purtroppo non vi è stato un riscontro positivo. Constatato che per Roma Capitale esistono venti posti per accogliere le donne, da sola Lucha ne ha 14, ed in undici anni, grazie allo sportello antiviolenza, ha fatto risparmiare al Comune circa 230mila euro. Il centro, venuto a sapere del probabile sgombero dello stabile, si è mobilitato con tutte le sue forze in una protesta che potesse mettere in luce le molteplici attività che negli anni avevano reso Lucha y Siesta, fondamentale per la comunità della zona. Fin da subito hanno riscontrato sostegno da parte delle consigliere del PD, Valeria Baglio, Ilaria Piccolo e Giulia Tempesta. Le attiviste hanno indetto assemblee, rilasciato interviste e creato dei video, nell’intento di sensibilizzare le persone nei confronti dello sgombero, il quale sembra essere sempre più vicino. Durante la visita della sindaca Virginia Raggi al centro antiviolenza che sta per essere aperto nel III municipio, non sono mancate le attiviste di Lucha, pronte a chiederle di non chiudere il centro. Ricordando per altro, che il centro del III municipio verrà aperto grazie a fondi stanziati dalla regione, mentre il centro del VII municipio è stato “creato” grazie al solo lavoro dei volontari.

Alice Conti