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Municipio VIII: aree verdi riaperte senza manutenzione

Le richieste dell’assessorato municipale per interventi immediati. Centorrino: “I parchi sono giungle impraticabili come si può garantire il distanziamento sociale”

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MUNICIPIO VIII – Nessuna indicazione dal Campidoglio. È quanto lamentato, a poche ore dalla riapertura dei parchi, dall’assessore all’Ambiente del Municipio VIII, Michele Centorrino. Erba alta, alcune alberature cadute o pericolanti e un servizio giardini a disposizione del Municipio decimato sia per il numero di operatori (sarebbero 5 gli operativi) che da quello dei macchinari. Da poco infatti è tornato funzionante il trattore destinato a 1.688.721 mq di verde, ma nessuno degli operativi a disposizione può utilizzarlo, quindi, spiega Centorrino “sono giorni che chiediamo che vengano effettuati gli sfalci dei prati, le potature, ma mentre sarebbe stato ovvio fare manutenzione con le aree verdi chiuse per riaprire in sicurezza stiamo ancora senza il trattorista, senza piattaforma elevatrice ancora in riparazione e con un pugno di uomini del servizio giardini”.

LE MAGGIORI CRITICITÀ

L’Assessore nelle ultime ore ha scritto al Campidoglio, chiedendo interventi urgenti per assicurare una riapertura dei parchi in piena sicurezza. Le situazioni più critiche sul territorio municipale sono state segnalate nell’area verde del Casale Ceribelli a Montagnola, nel Parco delle tre fontane, nell’ex Pvq di via Calderon della Barca, nel Parco Sbragia a San Paolo e al Parco della Torre di Tor Marancia. “Anche nel quadrante di Ottavo Colle la situazione è molto complicata – afferma il consigliere del Pd, Luca Gasperini – riceviamo continue segnalazioni di situazioni al limite della decenza e le stiamo valutando con l’assessorato in Commissione Urbanistica ci saremmo aspettati più attenzione da parte del Capidoglio nel momento della riapertura, per dare maggiore sicurezza dei cittadini, difficilmente assicurabile con l’erba alta un metro nei nostri parchi”.

LA MANCANZA DI INFORMAZIONI

La mancanza di informazioni è stata criticata aspramente dall’assessore Centorrino: “Come per tutti i Comuni di Italia è demandata al sindaco la riapertura delle aree verdi, che giustamente dovrebbe sapere quali riaprire per garantire controlli, piena fruizione, se aprire parchi recintati o meno”. Il riferimento dell’assessore è al DPCM del Governo che spiega come “L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è consentito, condizionato però al rigoroso rispetto del divieto di ogni forma di assembramento nonché della distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Non possono essere utilizzate le aree attrezzate per il gioco dei bambini che, ai sensi del nuovo d.P.C.M., restano chiuse. Il sindaco può disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile assicurare altrimenti il rispetto di quanto previsto”.

COME FAR RISPETTARE IL DISTANZIAMENTO

La preoccupazione al momento è che con i parchi in condizioni critiche possa anche essere difficile assicurare il distanziamento sociale all’interno delle aree, molte delle quali non sono recintate e quindi difficili da controllare. “I parchi – seguita Centorrino – sono diventati delle giungle impraticabili come si può pensare di garantire il distanziamento sociale, piena accessibilità, sicurezza anti incendio e quanto necessario per il rispetto delle norme per il contrasto alla diffusione del Coronoviarus? – e ancora – Ci sono parchi al cui interno sono presenti centri anziani, ludoteche, sentieri dove correre, invasi dalla vegetazione fuori controllo, mancano riparazioni di recinzioni e arredi, ma nessuna programmazione di interventi ci è pervenuta”.

LeMa