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L’ordinanza della Sindaca impone sacchetti trasparenti e multe per i ‘pendolari dei rifiuti’

Immediate le polemiche delle opposizioni contro la decisione della Sindaca. Pd: “Raggi ha trovato dei nuovi colpevoli e un nuovo alibi”

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LA NUOVA ORDINANZA SUI RIFIUTI

Ha suscitato non poche polemiche l’ordinanza firmata ieri dalla Sindaca Raggi in merito al pendolarismo dei rifiuti e alle nuove regole provvisorie per il conferimento delle frazioni multi-materiale e indifferenziata sul territorio capitolino. La prima cittadina si è scagliata contro “i turisti dei rifiuti: degli zozzoni che, pur essendo residenti fuori città, gettano la spazzatura nei cassonetti delle strade di Roma”, così la Sindaca Raggi in un post su Facebook.

IL PENDOLARISMO DEI RIFIUTI

“C’è chi abita nei Comuni vicino Roma e porta i suoi rifiuti nella nostra città. È ora di dire basta. Vogliamo mettere la parola fine al cosiddetto “pendolarismo” dei rifiuti – ha seguitato la prima cittadina – Ho firmato un’ordinanza per far multare dagli agenti della Polizia locale di Roma Capitale”. Multe che vanno dai 25 fino ai 500 euro e che, come affermato dalla Raggi, saranno gli Agenti della Polizia Locale a comminare.

LE CRITICHE ALL’ORDINANZA

Le repliche a questa decisione naturalmente non sono mancate, e si inseriscono a pieno nello scontro sul piano regionale varato proprio in questi giorni. “La solita messinscena di una sindaca imbranata che, per coprire la sua incompetenza, scarica le responsabilità sugli altri e crea falsi problemi”, hanno comunicato in una nota i senatori Pd, Anna Maria Parente e Bruno Astorre, il vicepresidente della Regione, Daniele Leodori, e l’assessore Mauro Alessandri, assieme ai consiglieri regionali Michela Califano, Eleonora Mattia, Marietta Tidei, Rodolfo Lena ed Emiliano Minnucci. “Con il nuovo piano rifiuti regionale – proseguono – la Giunta Zingaretti ha di fatto messo davanti alle proprie responsabilità il Campidoglio. Raggi, di pronta risposta, ha trovato subito dei nuovi colpevoli e un nuovo alibi: i cittadini della provincia e il pendolarismo dei rifiuti”. Anche il capogruppo capitolino del Pd Giulio Pelonzi, in una nota attacca l’ordinanza della Sindaca: “E poi lo fa proprio lei, la sindaca Raggi, che sta inondando tutta Italia e l’Europa con i rifiuti di Roma, pagando peraltro fior di quattrini prelevati dalle tasche dei romani – seguita – Invece di perdere tempo a fare ordinanze contro qualche ‘zozzone’, come legittimamente li chiama lei, utilizzasse proficuamente il suo tempo per studiare un modo per far uscire la città da una emergenza che dura da tre anni e che è frutto dell’incapacità della sua amministrazione”.

I SACCHETTI TRASPARENTI

Quello che in questi giorni sta allarmando i cittadini romani non è la crociata al pendolarismo dei rifiuti (che sarebbe da valutare più a livello locale tra quartieri dove è in atto la raccolta porta a porta e quelli dove ci sono i cassonetti su strada) ma l’obbligo di utilizzare i sacchetti trasparenti. Nell’ordinanza della Sindaca Raggi infatti si obbliga a conferire in questo tipo di sacchetti sia la frazione multi-materiale (plastica e metallo) che quella indifferenziata. “Per evitare che qualche furbetto conferisca in modo errato, abbiamo anche deciso di inserire l’obbligo di utilizzo di sacchetti trasparenti. Per tutti, cittadini privati e commercianti”, ha commentato la Sindaca. Anche in questo caso le sanzioni possono variare dai 25 ai 500 euro, e sarà la Polizia Locale ad occuparsene. Critico sulla misura imposta dal Campidoglio anche Marco Visconti, delegato romano all’Ambiente di Fdi: “L’ordinanza – afferma – può essere solo il frutto di un accordo pubblicitario con qualche azienda che produce esclusivamente sacchetti trasparenti, non può essere dettata da nessun’altra ragione di comprovata utilità. L’ennesima idiozia del Sindaco dalle mille trovate, nessuna geniale, non è infatti giustificata dal fatto che i sacchetti trasparenti, come si legge nell’ordinanza stessa, sarebbero ricollocabili dagli operatori a giusto smaltimento, qualora fossero stati erroneamente deposti nel cassone sbagliato, in quanto far credere che si possa osservare nel dettaglio il contenuto di un sacchetto da fuori”.

Leonardo Mancini