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Peste suina: Roma in ‘zona rossa’

ROMA – Dopo la conferma di otto casi di peste suina a Roma, è stata firmata dal commissario straordinario per l’emergenza ‘peste suina’ Angelo Ferrari, un’ordinanza che introduce nuove regole per limitarne la diffusione e che prevede l’istituzione di una ‘zona rossa’ nei quartieri che si trovano all’interno del Grande Raccordo Anulare di Roma. L’obiettivo dell’ordinanza è, in primo luogo, chiudere tutti i varchi ed impedire il passaggio di animali infetti o incontri con cinghiali esterni per evitare che si alimenti il focolaio e, in secondo luogo, abbattere i cinghiali infetti. A questo scopo infatti, verrà istituita una cabina di regia coordinata dal prefetto di Roma che entro 30 giorni dovrà definire un piano con tutte le modalità per gli abbattimenti selettivi dei cinghiali. Ma da quanto è stato spiegato, questo avverrà con una caccia selettiva effettuata da cacciatori abilitati che operano già sul territorio nazionale.

COSA COMPORTA LA PESTE SUINA AFRICANA?

È importante chiarire che la peste suina africana è una malattia nata in Africa innocua per gli esseri umani ma altamente contagiosa e mortale per il 90 per cento dei maiali e dei cinghiali.  Quel che si teme quindi, nel caso in cui i suini dovessero contrarre il virus, è il blocco dell’esportazione italiana di prodotti a base di carne suina oltre al blocco della movimentazione del bestiame. Motivo per cui si è reso assolutamente necessario intervenire con misure specifiche.

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UN’EMERGENZA CHE DURA DA TEMPO

Incontrare cinghiali che passeggiano per strada, rovistare tra i cassonetti o addirittura allattare i propri cuccioli per strada è uno ‘spettacolo’ diventato sempre più frequente per chi vive o transita quotidianamente a Roma. E proprio i dati dell’Ispra confermano che negli ultimi vent’anni sia triplicata la loro presenza in oltre 90 centri urbani della Nazione. In varie interviste il ricercatore Piero Genovesi, responsabile del servizio per il coordinamento della fauna selvatica, ha spiegato le motivazioni di questa presenza sempre più numerosa. Per prima cosa, i cinghiali trovano da mangiare nelle città tra scarti alimentari o rifiuti ed essendo animali molto adattabili si abituano facilmente alla presenza dell’uomo e sanno cambiare i propri ritmi di attività in base alla disponibilità di cibo: tutte caratteristiche che ne facilitano l’ingresso in città. Il secondo motivo della crescente presenza di cinghiali nelle città è strutturale, o meglio urbanistico: Roma è il più grande comune agricolo d’Europa, quindi è circondato da terreni, ed ha dei veri e propri corridoi per gli animali selvatici: Caffarella, Parco Di Veio: ‘cunei verdi’ che entrano nel cuore della città. Il terzo motivo è il risultato di un naturale incremento del cinghiale in Italia dovuto sia dall’introduzione di specie simili dall’estero sia per la carenza di lupi.

Marta Dolfi

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