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Rifiuti: il TAR accoglie il ricorso del Comune, sfuma l’ipotesi commissariamento

Secondo i giudici del Tar la Regione Lazio avrebbe potuto imporre alcuna programmazione attraverso lo strumento dell’ordinanza

rifiuti 190

ROMA – Il Tar del Lazio ha dato ragione al Campidoglio, accogliendo il ricorso contro l’ordinanza regionale che imponeva a Roma Capitale l’indicazione di una discarica.

LA SENTENZA

Nella sentenza è chiara la posizione assunta dai giudici amministrativi, che guardano nell’ordinanza lo strumento errato per affrontare l’emergenza rifiuti della Capitale. Questo perché tale crisi non deriva da un fatto contingente, ma bensì da una lunga mancanza di pianificazione. È per questo che il ricorso del Comune è stato accolto. “L’ordinanza contingibile è urgente ex art. 191 citato ha un contenuto normativamente prestabilito, potendo solamente ‘consentire il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti’ e non potendo, invece, essere impiegata per altre finalità”. Quindi il Governatore Zingaretti con un’ordinanza non può imporre a Roma Capitale alcun tipo di pianificazione: “L’adozione di un provvedimento programmatorio e pianificatorio, volto a definire una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento di rifiuti, non integra, infatti, una speciale e temporanea “forma di gestione dei rifiuti”, necessaria ad affrontare e risolvere una situazione eccezionale e non prevedibile“.

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TRA URGENZA E PIANIFICAZIONE

L’ordinanza firmata da Zingaretti imponeva a Comune e ad Ama di indicare entro 30 giorni il sito per la discarica di servizio della Capitale. Allo stesso tempo però il piano rifiuti regionale (approvato il 5 agosto 2020) concede alle province del Lazio ben 36 mesi per la stessa decisione. L’ordinanza quindi entrerebbe in contrasto con uno strumento pianificatorio, e quindi non assumerebbe il canone di ‘urgenza’ che la contraddistingue. Certo è che la situazione del sistema rifiuti laziale non è risolta. Anzi sono gli stessi giudici nella sentenza breve pubblicata oggi a scrivere come l’ordinanza non possa essere utilizzata per un’attività “di tipo pianificatorio, consistente nella redazione – pur doverosa e allo stato mancante, anche alla luce del Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio approvato il 5.8.2020 – di un piano impiantistico volto a garantire l’autosufficienza del trattamento, trasferenza e smaltimento del rifiuti del sub-Ato di Roma Capitale, come accaduto nel caso di specie“.

PER LA SINDACA RAGGI È VITTORIA DEI CITTADINI

La Sindaca Raggi è intervenuta sulla questione con un lungo post su Facebook, parlando di una “vittoria per tutti i cittadini e tutti i territori che, da troppi anni, pagano scelte scellerate calate dall’alto. Ora la Regione Lazio non ha più alibi”. La Sindaca ha poi ricostruito quanto fatto in questi anni dal punto di vista del sistema rifiuti del Lazio: “Dopo la chiusura della discarica di Malagrotta nel 2013 non sono mai state costruite valide alternative, neppure nell’ultimo, insufficiente, piano rifiuti regionale. A questo si aggiunge la chiusura di diverse discariche e impianti del Lazio, uno dei quali al centro dell’indagine che ha portato agli arresti della responsabile della direzione Rifiuti della Regione Lazio, per ipotesi di corruzione”. Per la prima cittadina “I giudici hanno sgomberato il campo da ogni alibi. Non si può fare politica su un tema così delicato, sulle spalle dei cittadini. È arrivato il momento che la Regione collabori per cercare soluzioni fattibili e concrete – e ancora – Le soluzioni esistono. Alcune di esse sono state individuate nel nuovo piano industriale di Ama, che prevede anche la realizzazione di nuovi centri di trattamento meccanico-biologico: impianti che non sono stati realizzati prima anche per i pesanti ritardi nell’approvazione del Piano Rifiuti della Regione Lazio”.

CROLLA L’IPOTESI DEL COMMISSARIAMENTO

La chiusura delle discariche di Colleferro prima e di Roccasecca poi, per responsabilità tutte regionali, hanno determinato una crisi dei rifiuti non imputabile a Roma Capitale – ha commentato l’assessora ai Rifiuti di Roma, Katia Ziantoni – Un risultato che pone fine al rimpallo di responsabilità e all’eccesso di potere esercitato dalla Regione Lazio – e ancora – Il piano industriale approvato da AMA S.p.A. è stato regolarmente trasmesso e prevede, da qui al 2024, gli impianti a servizio della città nel rispetto dei territori, soprattutto di coloro che hanno già subito gli effetti di scelte calate dall’alto, senza alcuna programmazione. Non si può fare politica alle spalle dei cittadini, servono soluzioni responsabili e la leale collaborazione tra gli Enti”.

Leonardo Mancini

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