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Rifiuti: nel Municipio IX indicati quattro siti per la discarica

Come nel 2013 torna l’incubo per Falcognana: cittadini di nuovo in strada

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Tratto da Urlo n.174 Dicembre 2019

ROMA – Mai come adesso il sistema rifiuti del Lazio è avvolto da un clima di incertezza sul futuro. Nemmeno all’indomani della chiusura della discarica di Malagrotta, quando nel 2013 si aprì il primo ‘totodiscariche’ in assenza di una vera alternativa all’impianto della Valle Galeria, il futuro dei rifiuti capitolini era fumoso come in queste settimane. In attesa che lo scontro aperto tra Comune e Regione ci consegni un vincitore, i territori alzano le barricate e si preparano a resistere. Dopo il botta e risposta con il Comune e il blitz della Sindaca Raggi con i minisindaci del M5s in Consiglio Regionale per rimarcare la loro contrarietà all’indicazione di un sito nel territorio cittadino, la Regione Lazio ha diramato un’ordinanza che impegna il Comune all’indicazione di una nuova discarica non oltre la metà di dicembre. Con la chiusura del sito di Colleferro, rinviata tra le polemiche a metà gennaio, la Capitale si trova in tempi strettissimi a dover trovare una soluzione, ma la posizione assunta fino ad ora sembra quella di non voler prendere una decisione.

BOTTA E RISPOSTA COMUNE-REGIONE

L’ordinanza della Regione Lazio è chiara: sarà il Comune a dover indicare uno o più siti, altrimenti oltre a procedere presso le autorità giudiziarie, la vicenda passerà nelle mani di un commissario che prenderà una decisione. Dopo la pubblicazione dell’ordinanza sono arrivati gli inviti nei confronti dell’Amministrazione Comunale ad impugnare il testo davanti al TAR, un’ipotesi contenuta anche in un Ordine del Giorno presentato dalla maggioranza in Aula Giulio Cesare che verrà discusso nei prossimi giorni. Il testo sarebbe dovuto andare al voto già venerdì 6 dicembre nel Consiglio Comunale Straordinario indetto in materia di rifiuti, aggiornato proprio al momento del voto. L’unica cosa certa è che la Sindaca non ha intenzione di indicare un sito per lo stoccaggio dei rifiuti, puntando ancora sull’utilizzo degli impianti del Lazio autorizzati e con capacità residua. Tra questi anche il sito di Colleferro che, come ricordato dalla Sindaca Raggi, potrebbe ricevere rifiuti ancora per un anno. La richiesta dei penta-stellati è quella di lavorare a siti e impiantistica all’interno dei limiti disegnati dal Piano Regionale Rifiuti che, al momento in cui scriviamo, è stato approvato in Giunta ma deve passare per l’aula della Pisana. Le critiche avanzate dalla Sindaca riguardano le tempistiche della stesura di questo piano risalente al 2012. Il testo ha validità di 6 anni, ma secondo i grillini questo andava rivisto già nel 2013 dopo la chiusura di Malagrotta. L’assenza della discarica, secondo la ricostruzione fornita dalla Sindaca, avrebbe generato il clima di emergenza continua con il quale i romani sono ormai abituati a coesistere.

I SITI IN MUNICIPIO IX

Ma l’elemento che ha infuocato la protesta sui territori è il Documento Tecnico firmato dai tecnici di Comune, Città Metropolitana e Regione Lazio che indica sette siti dove potrebbe trovare posto la discarica. Tra i territori maggiormente colpiti dalle previsioni del Documento c’è il Municipio IX, che contiene ben quattro dei sette luoghi indicati. Tra questi c’è anche la discarica di fluff (materiale plastico derivante dalla demolizione delle auto) della Falcognana. Un sito ben noto alle cronache perché già nel 2013 finì all’interno delle mire del ‘totodiscariche’. Allora (come oggi) i cittadini si organizzarono in presidio fuori i cancelli della discarica e si riversarono in strada bloccando prima l’Ardeatina e poi il centro di Roma. In questo caso persino la proprietà dell’impianto (la società Ecofer) sarebbe contraria ad accogliere i rifiuti. La volumetria residua di questa discarica è di 850mila mc (che si possono trasformare più o meno in altrettante tonnellate), e i rifiuti potrebbero iniziare a varcare i cancelli tra soli 30 giorni, il tempo necessario ad adeguare la rete di captazione del biogas. Si parla invece di ben 200 giorni di attesa per la discarica di inerti della Cortac su via Laurentina, una ex cava con una capacità di circa 290mila mc e la necessità di rivedere le autorizzazioni per i codici CER (le tipologie di rifiuti conferibili). Si parla poi anche di via Canestrini, dove c’è la discarica della società Adrastea, un sito pressoché esaurito ma che, nell’indicazione del Documento tecnico, potrebbe funzionare da deposito preliminare in soli 30 giorni. Ultimo sito identificato nel Municipio IX è quello di ‘Quattro A’ in via della Selvotta. Come per Falcognana servirebbe adeguare la rete del biogas, ma con 45 giorni il sito potrebbe iniziare ad accogliere rifiuti per una volumetria di circa 300mila mc.

IL TERRITORIO SI MOBILITA

Dal territorio municipale la contrarietà ad ospitare la discarica è comune e trasversale a tutti i quartieri e le forze politiche. Il Presidente del Municipio, il penta-stellato Dario D’Innocenti, in Aula Giulio Cesare ha ribadito che “il nostro territorio è già pieno di discariche. Abbiamo impianti di compostaggio, siti di trasferenza, discariche di vario genere. Un peso notevole in termini di impatto ambientale”. Allo stesso modo il M5s locale ha richiamato le parole della Sindaca dichiarando la necessità di lavorare nel solco tracciato dal Piano Regionale Rifiuti. La richiesta di impugnare l’Ordinanza della Regione arriva anche dal consigliere del Pd Alessandro Lepidini, che già nel 2013 fu tra gli animatori della protesta contro l’indicazione della Falcognana: “Quella della Regione si scrive ordinanza, si legge Falcognana – afferma il consigliere – La soluzione è usare i poteri speciali per inviare i rifiuti fuori regione, mentre si chiude il ciclo con piccoli impianti distribuiti per la città. Inoltre – aggiunge a noi di Urlo – Perché il Campidoglio non impugna l’ordinanza davanti al Tar? Se il M5s è contrario ad indicare una nuova discarica la strada è quella. Altrimenti – seguita – si aspetta di essere commissariati per evitare di scegliere e decidere”. Una possibilità che in questo momento fa paura, e sulla quale si avranno novità soltanto quando l’Aula Giulio Cesare voterà gli atti presentati da maggioranza e opposizione. Tra questi c’è anche un testo di Fdi che sancisce il ‘no’ a Falcognana: “Anche il capogruppo del M5s lo ha firmato – afferma il consigliere di Fdi in Municipio IX, Massimiliano De Juliis – speriamo non ci siano sorprese al momento del voto”.

Leonardo Mancini