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Rifiuti: per il Sindaco Gualtieri la proroga della discarica di Roncigliano era inevitabile

Il primo cittadino in audizione presso la Città Metropolitana parla delle carenze del sistema rifiuti e definisce indispensabile la proroga fino alla metà di luglio

ROMA – La proroga del funzionamento della Discarica di Roncigliano nel comune di Albano fino a metà luglio, secondo il Sindaco Gualtieri è stata “inevitabile”. La dichiarazione del primo cittadino arriva all’interno di una riunione della Città Metropolitana tenutasi il 24 gennaio scorso proprio sul destino dell’impianto di smaltimento dei rifiuti del comune dei castelli romani.

LE PROTESTE DEI CITTADINI

Sin dalla riapertura dell’impianto, operato dalla ex prima cittadina Virginia Raggi, non sono mancate le proteste dei cittadini della zona. Assieme a loro, comitati, associazioni e le istituzioni locali, che sono tornate più volte a chiedere alla Regione Lazio non solo la chiusura dell’impianto, ma anche uno studio sulle conseguenze per l’ambiente e per la salute pubblica legate allo sversamento dei rifiuti.

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UN PROBLEMA CHE VIENE DA LONTANO

Per il Sindaco Gualtieri, così come riportato dall’ANSA, questa decisione sarebbe divenuta “inevitabile” perché “Negli ultimi 5 anni è mancata la programmazione di nuovi impianti e non sono stati individuati siti”. L’ordinanza di proroga sarebbe quindi servita per evitare che dal 1 gennaio si arrivasse all’interruzione di pubblico servizio, inoltre non esime la Capitale dal rispondere delle carenze del suo sistema rifiuti. Soprattutto sotto il profilo dell’autosufficienza impiantistica. In poche parole le richieste della Regione Lazio (pressanti in epoca Raggi) per l’individuazione di una nuova discarica di servizio valgono anche per Gualtieri.

LA DISCARICA A ‘FINE VITA’

Resta comunque sul tavolo la vicenda della chiusura definitiva degli invasi di Roncigliano. Infatti il Consiglio della Città Metropolitana ha approvato un Ordine del Giorno che impegna il Sindaco Gualtieri a confrontarsi co la Regione Lazio sulle tempistiche e sulle modalità per giungere alla chiusura dell’impianto. Una posizione che quindi andrebbe ad escludere definitivamente la possibilità paventata dell’apertura di un ottavo invaso qualora si terminasse la capacità del settimo. Il conferimento dei rifiuti infatti non potrà in nessun caso andare oltre questo limite.  La chiusura della struttura naturalmente comporta anche la messa in sicurezza degli invasi e la bonifica dell’intera area.

LeMa

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