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Roma-Lido: soppresse tre fermate fino alla primavera 2022

Tratto da Urlo n.193 settembre 2021

ROMA – Non c’è pace per la linea a servizio dei pendolari più volte premiata come la peggiore d’Italia. Dal 13 settembre, infatti, perlomeno fino a primavera, il servizio di questa linea, che è da sempre tutt’altro che impeccabile, verrà ulteriormente ridotto. I motivi alla base di questa decisione sono da ricercare nella mancanza di treni per assicurare i tempi di servizio della Roma-Lido.

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LE FERMATE SOPPRESSE

La metropolitana che parte da Piramide dalla mattina del 13 settembre non raggiungerà più le ultime tre fermate in direzione mare. I treni infatti si fermeranno alla stazione di Lido Centro, non proseguendo in direzione di Stella Polare, Castel Fusano e Cristoforo Colombo. La soppressione delle fermate, fino alla prossima primavera, sarà in vigore dal lunedì al sabato. Naturalmente questo intervento lascia comunque scoperta una parte di pendolari che su quelle tre fermate contano per arrivare ogni giorno al lavoro. Atac ha assicurato che la chiusura di queste tre stazioni non dovrebbe avere un impatto troppo serio sulla circolazione, inoltre verrà predisposto un servizio di bus navetta che copra le fermate soppresse.

RECUPERARE MINUTI

La soppressione delle tre fermate finali della Roma-Lido, stando ai calcoli di Atac, dovrebbe permettere di recuperare alcuni minuti e sopperire alla carenza di treni in servizio sulla tratta. Quella dell’assenza di treni, oltre alla necessità di interventi ingenti di manutenzione, è una questione che si trascina ormai da troppi anni. Quindi, con questa restrizione, partendo da Piramide i treni arriveranno al capolinea di Lido Centro (saltando quindi le ultime tre fermate) impiegando circa 75 minuti, risparmiando 15 minuti sul normale tempo di percorrenza (90 minuti).

L’IRA DEI PENDOLARI

Naturalmente la soppressione di tre fermate creerà moltissimi disagi ai pendolari che contano su questo mezzo per raggiungere il centro di Roma. Il Comitato Pendolari, in un lungo comunicato, ha sottolineato come questa situazione provenga da anni e anni di abbandono della linea e dall’assenza di manutenzione dei treni. I cittadini infatti hanno calcolato che i convogli realmente a servizio della linea al momento sarebbero 18. Questi, affermano dal Comitato, sarebbero già sufficienti ad assicurare un servizio con una frequenza di 15 minuti, se solo negli ultimi 15 anni si fosse proceduto alla dovuta manutenzione. Mentre già da tempo si è assistito a una drastica riduzione di corse. Fino a metà del 2016, spiegano ancora dal Comitato, l’orario ufficiale prevedeva 180 corse al giorno, con frequenze, in ore di punta, di 7 minuti e mezzo. Si è scesi poi a 178 corse (frequenze a 10 minuti) fino al febbraio 2020, per poi passare a 152 corse e frequenze massime a 15 minuti con l’orario post pandemia. Da luglio in programma ci sono solo 138 corse teoriche (frequenza 15 minuti), ma “con la maggior parte delle giornate concluse con circa 100 corse al giorno e frequenze a 25/30 minuti di media, con punte di 35/45 minuti di attesa in banchina”.

GLI INTERVENTI

Intanto ad agosto dalla Regione Lazio sono stati annunciati gli interventi da realizzare con gli ormai famosi 180 milioni di euro destinati alla Roma-Lido dal cosiddetto “Patto per il Lazio” di cinque anni fa. Fondi messi a disposizione dal Ministero dei Trasporti e trasferiti alla Regione, per lavori in partenza in queste settimane. Dalla Pisana fanno sapere che 45,5 milioni di euro sono utilizzati per l’acquisto di nuovi treni, per i quali c’è stata già l’aggiudicazione provvisoria della gara, ma per cui si dovranno aspettare purtroppo anni, nonostante i problemi riscontrati oggi sulla linea. Altri 40 milioni sono destinati alla creazione di un nuovo deposito Lido Centro (ad oggi in progettazione esecutiva). Al sistema di comunicazione terra-treno sono andati 4 milioni (la gara è stata aggiudicata), mentre 77 milioni di euro sono andati a Rfi per l’armamento, che inizierà il prossimo febbraio. Infine sulla manutenzione straordinaria dei treni sono andati 13,5 milioni di euro.

Leonardo Mancini

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