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Roma, rifiuti: i Radicali propongono un referendum sul termovalorizzatore

Intanto da Pomezia arriva il primo no all’impianto votato da M5s, Pd, Fdi e Lega

ROMA – Nella giornata di ieri i Radicali italiani hanno proposto ufficialmente al Sindaco Gualtieri di avviare un referendum cittadino in merito al progetto del termovalorizzatore. L’impianto da 600mila tonnellate annue è stato annunciato dal Sindaco nelle scorse settimane come soluzione alla chiusura del ciclo dei rifiuti, incassando immediatamente pareri discordanti anche all’interno delle forze che compongono la sua maggioranza.

LA PROPOSTA DEI RADICALI

Il tentativo dei Radicali italiani è quello, attraverso un referendum, di dare legittimità ad una scelta che i territori e i cittadini che dovranno sopportare l’impianto (e la discarica da 60mila tonnellate l’anno) vedrebbero come calata dall’alto. “A Gualtieri chiediamo di consultare la città sul termovalorizzatore da 600mila tonnellate annue attraverso un referendum consultivo perché la storia ci insegna che senza consenso popolare nessun impianto può essere costruito. Con una legittimazione popolare tutto sarebbe più semplice – ha commentato Massimiliano Iervolino segretario dei Radicali italiani – Non possiamo permetterci altri cinque anni di immobilismo” per questo “chiediamo di convocare referendum consultivo per aprire un dibattito in città. Se dovesse vincere gli eviterebbe critiche, perché avrebbe legittimazione popolare“.

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LA RISPOSTA DEI 5STELLE

Questa proposta dei radicali è stata indirizzata a tutte le forze politiche e dai penta-stellati è stata l’Assessora regionale alla Transizione Ecologica, Roberta Lombardi, a rispondere all’appello: “Condivido l’idea di coinvolgere la cittadinanza non solo per testare l’effettivo consenso sull’ipotesi di un inceneritore a Roma“. Un’apertura in contrasto con quanto espresso nei giorni scorsi dal M5s romano, con l’ex Sindaca Raggi in testa pronta ad azioni legali contro la decisione del primo cittadino.

IL NO DEI TERRITORI LIMITROFI

Intanto sembra prendere maggior credito l’ipotesi che vedrebbe l’impianto ospitato dall’area di Santa Palomba nel Municipio IX, al confine con i limitrofi comuni di Albano, Pomezia e Ardea. Mentre dal Municipio IX si attende la conferma di quelle che per ora sono solo voci (nonostante i cittadini abbaino notato dei movimenti all’interno delle aree che sarebbero state scelte), a Pomezia si iniziano ad alzare le barricate. Sempre nella giornata di ieri infatti è stato votato in consiglio comunale un ordine del giorno promosso dal M5s ma appoggiato dal Pd, Fdi e Lega, contro la realizzazione dell’impianto a poca distanza del confine amministrativo.

LeMa

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